Nelle ultime pagine della Coscienza di Zeno il protagonista elabora una riflessione sull'impossibilità dell'uomo di guadagnarsi «la salute». Italo Svevo mostra un'approfondita conoscenza delle teorie di Darwin e se ne serve liberamente per compiere un'analisi sociologica.
ANALISI TESTUALE DETTAGLIATA SULLA COSCIENZA DI ZENO (Clicca qui >>)
Il genere umano ha sottratto il proprio organismo alla selezione naturale e ai meccanismi darwiniani di evoluzione: l'unico progresso che conosce è quello tecnologico. Questo fatto porta con sé una serie di problematiche: se anche si ammette che l'inventore dell'«ordigno» sia dotato di capacità superiori - di «salute e nobiltà» per usare le parole di Svevo - lo stesso non si può dire dell'utilizzatore.
DARWIN E LA TEORIA DELL'EVOLUZIONE (Clicca qui >>)
L'utente della macchina si distingue dagli altri per due possibili ragioni: o perché, più ricco, ha avuto la possibilità di acquistarla, oppure perché, più furbo, è riuscito a rubarla. Nella visione di Zeno ricchezza e furbizia coincidono entrambe con la debolezza e la malattia.
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Queste caratteristiche infatti sono indice di un maggiore adattamento all'ambiente (un concetto chiave della teoria di Darwin), ma dal momento che dalla conclusione della Coscienza di Zeno si evince che la società, ovvero l'habitat della specie uomo, è malata fin dai suoi fondamenti, ne consegue che l'uomo ricco e furbo è più adattato degli altri, ma anche più malato.
L'evoluzione della tecnologia porta con sé quindi una progressiva involuzione del genere umano.
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