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Italo Svevo: Tutto su Italo Svevo: vita, cultura, opere (9 pagine formato doc)

VOTO: 5 Appunto inviato da federicab87

Italo Svevo Italo Svevo Aron Ector Schmitz nacque il 19 dicembre 1861 a Trieste, da una famiglia ebrea appartenente alla media borghesia. Nel 1973 iniziò ad affrontare studi commerciali in un collegio tedesco, ma finn da giovane si interessò di letteratura leggendo autori come Goethe, Shiller e Heine. Nel 1978 tornò a Trieste, dove proseguì gli studi presso l'Istituto Superiore per il Commercio “Pasquale Rivoltella”, mantenendo sempre la sua passione per la letteratura, tanto che iniziò a scrivere per il giornale triestino d'ispirazione liberal-nazionale e irredentista “L'Indipendente”. Nel 1880, in seguito al fallimento dell'attività commerciale del padre conobbe l'esperienza della declassazione, passando dall'agio borghese ad una condizione di ristrettezza. Iniziò a lavorare come impiegato bancario presso la “Banca Union di Vienna” di Trieste, ma, insoddisfatto del lavoro, trovò ancora una volta evasione dall'aridità della vita quotidiana nella letteratura. È a questi anni che risalgono i progetti del suo primo romanzo “Una vita”, che si rivelerà però un grandioso insuccesso. Al 1895 risale il primo degli avvenimenti fondamentali della sua vita: il matrimonio con la cugina Livia Veneziani, incontrata in occasione della morte della madre. Il matrimonio lo portò a due grandi cambiamenti: uno sociale, il passaggio dalla media all'alta borghesia, poiché diventò dirigente dell'industria dei suoceri; uno personale, poiché egli, uomo insicuro, privo di punti di riferimento, che si considerava un “inetto”, poté maturare, trovando una base solida nel matrimonio e diventare un “pater familias”, ruolo da lui ambito come segno di virilità e valore. La nuova attività lavorativa lo portò, però, a cambiare atteggiamento nei confronti della letteratura, che egli iniziò a considerare un'attività inutile e addirittura dannosa, poiché distraeva dalle occupazioni pratiche, “incatenava” il pensiero e ne condizionava il futuro svolgimento. Forse questa idea maturò in lui a causa del fallimento del suo secondo romanzo “Senilità”. Egli decise, pertanto, di abbandonare definitivamente la letteratura. Tale proposito non fu, però, rispettato totalmente perchè egli continuò a scrivere diari, lettere, annotazioni di vario genere perché riteneva che così avrebbe potuto meglio conoscere se stesso. Nel 1915 vi furono due avvenimenti fondamentali della vita dello scrittore: l'incontro con Joyce, il quale, dopo aver sottoposto al giudizio di Svevo la sua opera “Dubliners”, esortò lo scrittore triestino a continuare a scrivere, poiché credeva nel grande valore di “Una vita” e di “Senilità”; l'incontro con la psicoanalisi, avvenuto casualmente poiché suo cognato era in terapia da Freud, egli conobbe così le teorie freudiane e le apprezzò molto, tanto che ne intrise i suoi componimenti successivi. Le basi per un ritorno alla letteratura erano create, Continua »

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