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Il Consenso e la Censura nell'età augustea.: Appunto corredato da una buon quadro storico. (7 pagine formato doc)

VOTO: 5 Appunto inviato da enricogere

Età augustea Età augustea. Il quadro storico. Alle Idi di marzo del 44 a.C. Cesare era stato assassinato in Senato da un manipolo di nostalgici della respublica oligarchica, guidati da Bruto, figlio adottivo dello stesso dittatore. Dopo quell'evento altamente traumatico, la situazione politico-istituzionale a Roma precipitò rapidamente: i cesaricidi (Bruto, Cassio e altri congiurati) non avevano infatti elaborato nessun piano coerente per gestire il dopo-Cesare mentre il Senato appariva esitante e incerto. Dall'altra parte, i capi della fazione cesariana, Marco Emilio Lepido e Marco Antonio (l'uomo forte della situazione), risultavano ben determinati a difendere l'eredità politica del dittatore. Stava intanto salendo all'orizzonte l'astro politico del giovane Gaio Ottavio, figlio di Azia, una nipote di Cesare. L'ex dittatore lo aveva adottato come figlio e Ottaviano, malgrado la giovane età, si comportò in quei difficili frangenti come un politico consumato. Riuscì ad assicurarsi il favore dei militari (veterani di Cesare), entrando così in collisione con Antonio. A questo punto seppe con astuzia sfruttare l'ostilità fra questi e il Senato, giungendo a stipulare con Antonio un'alleanza e lasciando al Senato solo l'utopistica difesa dell'antica respublica celebrata da Cicerone. Nel 43 a.C. si giunse così alla costituzione del secondo triumvirato, al quale aderirono i capi dello schieramento antisenatorio: Antonio, Lepido e Ottaviano. Il loro accordo, a differenza del primo triumvirato, rappresentava una magistratura a tutti gli effetti in quanto rettificata dai comizi. Il programma prevedeva la spartizione dei territori dello stato fra i tre triumviri e, soprattutto, la vendetta dell'assassinio di Cesare. Al termine di una breve campagna militare i cesaricidi furono sconfitti nel 42 a.C. a Filippi, in Grecia, dall'esercito dei triumviri. Con la morte o la resa degli ultimi repubblicani veniva così decretata la fine della respublica tradizionale. In seguito i vincitori si suddivisero le varie province: ad Ottaviano toccarono la Gallia, Spagna e Italia; a Lepido l'Africa e la carica di pontefice massimo; ad Antonio l'Oriente e la penisola balcanica. Gli atteggiamenti autocratici di cui però Antonio diede ben presto prova, la sua decisione di fissare la propria residenza ad Alessandria d'Egitto, la sua volontà di assegnare i territori delle province ai figli nati dall'unione con la sovrana tolemaica Cleopatra VII, indussero i senatori e Ottaviano a dichiarare guerra alla regina egizia, al fine di colpire lo stesso triumviro. Abilmente la propaganda di Ottaviano presentò il conflitto come uno scontro fra “civiltà” diverse: l'Oriente, impersonato da Antonio e Cleopatra, emblema del dispotismo e della luxuria, e l'Occidente, cardine delle tradizioni italiche e del mos maiorum degli avi. Lo scontro decisivo si giocò nelle acque di Azio, nel 31 a.C.: Antonio e Cleopatra vennero sconfitti e l'anno successivo si suicidarono ad Alessandria, per Continua »

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