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descrizione divina commendia (3 pagine formato doc)

VOTO: stellastellastella Appunto inviato da daniele404

Poema in terzine di endecasillabi, di cento canti, divisi in tre cantiche (Inferno, Purgatorio, Paradiso), scritto da Dante Al Poema in terzine di endecasillabi, di cento canti, divisi in tre cantiche (Inferno, Purgatorio, Paradiso), scritto da Dante Alighieri. La prima idea di narrare un viaggio ultraterreno a celebrazione di Beatrice si può riconoscere in alcuni versi della canzone giovanile Donne ch'avete intelletto d'amore (1289 circa): < drammatica e soggettiva una di l?impronta recassero scienza filosofia anche quale nella un?opera in filosofico, trattato un che meglio pieno, a esprimersi potuto avrebbe personalità sua la chiaro risultò gli Convivio, del composizione interruppe quando 1307, il 1306 fra soltanto lavorare prese egli però poema Al degnamente. più lei trattare possa non finché Beatrice dire voler visione, mirabile seguito dichiara, Dante dove nuova, Vita della chiusa maturo appare proposito> L'Inferno fu dunque composto fra il 1307 e il 1310, il Purgatorio fra il 1310 e il 1313, e l'una e l'altra cantica vennero pubblicate dopo la morte di Arrigo VII, quando già il poeta lavorava al Paradiso, che nella sua integrità venne alla luce postumo. Il titolo "Commedia" fu dato avendo riguardo alla distinzione medievale fra commedia e tragedia, ossia al fatto che la materia del poema, sul principio dolorosa, ha una conclusione lieta, ma in considerazione pure dello stile, giacché - secondo la teoria esposta nel De vulgari eloquentia - comico è lo stile che può accogliere in sé anche elementi umili e realistici. L'epiteto di "divina" venne proposto dal Boccaccio nel Trattatello in laude di Dante, ed ebbe fortuna da quando apparve la prima volta sul frontespizio di un'edizione veneziana del 1555. Dai racconti medievali di viaggi nell'oltretomba e dalle descrizioni popolaresche dell'aldilà il poema dantesco si differenzia, oltre che per l'altissima poesia, per la solidità strutturale. Il viaggio che il poeta immagina cominciato la sera dell'8 aprile 1300 e durato una settimana - il tempo della passione e resurrezione di Cristo nell'anno del grande giubileo indetto da Bonifacio VIII - si svolge in un mondo che non ha soltanto contorni ben definiti, ma rispecchia nel suo ordine un'organica concezione dell'universo. L'Inferno è immaginato come un immenso cono capovolto che ha l'ingresso sotto Gerusalemme e il vertice al centro della Terra, dove sta confitto Lucifero: esso ebbe origine quando il grande ribelle precipitò dal cielo e la Terra, ritraendosi per l'orrore, formò i continenti dell'emisfero boreale. Nell'Antinferno, al di qua dell'Acheronte, stanno gli ignavi e gli angeli che nel giorno della ribellione di Lucifero si tennero neutrali. Il primo cerchio è il Limbo, dove con i fanciulli innocenti non salvati dal battesimo si trovano i magnanimi che, vissuti o innanzi o fuori dal cristianesimo, praticarono le sole virtù cardinali. I dannati sono poi distribuiti in modo che coloro che peccarono d'incontinenza - lussuriosi, golosi, avari e Continua »

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