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diatriba classico-moderno, applicazione dei 2 termini e panorama critico su tale argomento. (3 pagine formato doc)

VOTO: stellastellastellastellastellastella Appunto inviato da sebastino

Nel corso della storia ogni civiltà, ogni epoca, per trovare identità e forza, ha concepito una propria idea di classico Nel corso della storia, ogni civiltà, ogni epoca, per trovare identità e forza, ha concepito una propria idea di classico. Il classico è una di quelle etichette che vengono utilizzate ogni giorno, il cui uso è talmente inflazionato che rare sono le volte in cui ci si sofferma per indagarne il significato. Tuttavia, allorché si decide di attenzionare il concetto di classico, ci si accorge, come tutti i concetti di uso generalista, che esso nasconde una serie di scatole cinesi in cui giacciono questioni tutt'altro che risolte. Salvatore Settis, direttore della Normale di Pisa, ha aperto ciascuna di tali scatole e ha tentato di risolvere le controversie in esse contenute. Contestualizzando il concetto di classico all'interno dell'orizzonte culturale della globalizzazione e seguendo la strada che Settis ha tracciato, non si può omettere una precipua ed inconfutabile verità: oggi è in atto un inesorabile processo di marginalizzazione del classico. A testimonianza di ciò vi è l'ineluttabile arretramento della cultura classica nei sistemi educativi e, in generale, nella cultura anche di quei Paesi, come Italia e Francia, che avrebbero il dovere socio-storico di farla fiorire. Ed è inquietante che, oggi, sia possibile individuare tale tendenza persino nell'operato della gran parte degli intellettuali. Essi, scomponendo la cultura classica in frammenti decontestualizzati, facendo uso di un citazionismo che distrugge mentre cita, non reinterpretando alcunché, mascherano dietro la selva delle citazioni la loro reale scelta di ignorare il mondo classico e contribuiscono ad estirparlo dalla storia, finendo per esporlo ai più arbitrari ed impropri rimontaggi. Mal riusciti riutilizzi di elementi classici nell'architettura post-moderna evidenziano il citazionismo sconnesso di cui sopra e dimostrano come il post-moderno non sia una nuova stagione del classicismo bensì, piuttosto, un concreto esempio di cancellazione dei paradigmi classici, cancellazione provocata dal fatto che il citazionismo sconnesso, alfine, impoverisce il linguaggio classico fermandosi alla sua superficie. Per quanto detto, non si può dar torto al Fortini nel momento in cui egli afferma l'infondatezza di un luogo comune che parla di una permanente vitalità dei classici nei nostri giorni: secondo lui, tale decantata vitalità non sarebbe altro che un casuale richiamo di cui può godere un'opera, o una parte di essa, grazie ad un'estemporanea coincidenza d'intenti tra autore antico e fruitore moderno. In definitiva, tenendo ben presente che il concetto di classico è un concetto statico poiché si riferisce ad un periodo concluso, non è affatto errato affermare che, al giorno d'oggi, manca quel meccanismo dinamico provocato da una certa pulsione nostalgica verso il classico, che lo possa rendere operativo, dinamico, aperto, che lo possa riportare in vita. Quanto detto non fa alt Continua »

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