Ungaretti e Quasimodo: In questi due grandi poeti ermetici del 900 e' costantemente presente il tema della guerra e le sue conseguenze su paesi e persone............................. (17 pagine formato doc)

VOTO: 5 Appunto inviato da shuryn

Untitled Giuseppe Ungaretti Ŕ considerato il fondatore dell' Ermetismo corrente letteraria che si diffonde in Italia pi¨ o meno a partire dagli anni Venti e che tanto peso avrÓ sulla poesia italiana successiva. In sintesi si pu˛ dire che, pur con mille aspetti e soluzioni diverse, gli ermetici cercano di restituire al linguaggio della poesia una sua dimensione essenziale, scabra, talvolta volutamente oscura (di qui il termine) al fine di restituire alla parola abusata verginitÓ e novitÓ. Cosý riscattate le parole tornano a essere specchio della realtÓ e consentono all'uomo di percepire l'inesprimibile sostanza di quel mondo apparentemente privo di senso che lo circonda. Strumento tecnico fondamentale per gli ermetici Ŕ l'analogia, intesa per˛ in un senso tutto particolare ben spiegato dallo stesso Ungaretti: "il poeta d'oggi cercherÓ di mettere a contatto immagini lontane, senza fili". Vale a dire che, abolendo il come che introduce il rapporto tra le cose paragonate, l'analogia diventa pi¨ sintetica e oscura, ma per questo pi¨ efficace. L'essenzialitÓ della poesia ermetica Ŕ poi da mettere in diretta relazione con il contenuto; le scelte di stile, infatti, non sono mai dettate dal caso. I poeti ermetici sono accomunati da un male di vivere che, pur essendo diverso nella concreta esperienza di ciascuno, li accomuna tutti nel pessimismo sulle possibilitÓ dell'uomo e persino della stessa poesia. In assenza di certezze da cantare a gola spiegata, gli ermetici rifiutano dunque i moduli espressivi tradizionali sulla base di una precisa scelta etica, dalla quale discendono poi le novitÓ di stile. Ungaretti nasce nel 1888 ad Alessandria d'Egitto da genitori italiani. Nel 1912 si trasferisce a Parigi, dove si laurea alla Sorbona e frequenta gli ambienti dell'avanguardia artistica. Allo scoppio della guerra il poeta, fervido interventista, si arruola e va a combattere sul Carso e poi sul fronte francese. Rientrato in Italia nel 1921, si impiega al Ministero degli Esteri e aderisce al fascismo (Mussolini firma la presentazione di una sua raccolta). Nel 1936 va a San Paolo in Brasile, dove insegna all'universitÓ. Durante il soggiorno brasiliano, nel '39, muore il figlio Antonietto di nove anni. Nel '42 Ŕ di nuovo in Italia, a Roma, e si dedica sempre all'insegnamento universitario. La sua fama di poeta, che si era consolidata giÓ a partire dagli anni Venti, cresce col passare del tempo, e sempre nuovi poeti si rifanno alla sua lezione. Muore a Milano nel 1970; l'anno prima era uscita l'edizione completa della sue poesie col titolo "Vita di un uomo". Per illustrare brevemente la poetica di Ungaretti possiamo partire proprio da quest' ultimo titolo: "Vita di un uomo". Poesia e biografia sono infatti per Ungaretti strettamente legate, tanto che sono proprio le esperienze di vita a determinare alcune precise scelte di stile e contenuto assolutamente innovative per la poesia italiana. La prima, e fondamentale, Ŕ l'esperienza di soldato. Sepolto in trincea tra f Continua »

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