Caio Giulio Cesare - Tesina di Letteratura Latina gratis Studenti.it
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Lo storiografo più importante dell'epoca latina , nelle sue opere , ci parla della guerra contro i galli e contro il suo nemico politico: pompeo (4 pagine formato doc)

VOTO: stellastellastella Appunto inviato da shuryn

Untitled La vita e le opere Caio Giulio Cesare nacque a Roma nell' anno 100 a. C. da una famiglia molto nobile. Essendo tuttavia parente di Caio Mario, in gioventù venne perseguitato dai sillani e fu costretto ad abbandonare la città fino alla morte di Silla per intraprendere la carriera politica. Divenne infatti questore, pontefice massimo e pretore. Nel 60 a. C. stipulò con Pompeo e Crasso l' accordo segreto del che si sciolse dopo la morte di Crasso durante una battaglia contro i Parti. Nel 58 gli fu affidato il proconsolato in Illaria e nella Gallia Narbonese, già a quel tempo romanizzata. Prendendo a pretesto presunti sconfinamenti delle popolazioni celtiche, Cesare intraprese l' opera di sottomissione di tutta la Gallia. La conquista si protrasse per sette anni con numerose campagne durante le quali Cesare compose il “De bello Gallico” nel quale annotava anno per anno gli eventi di guerra. Dopo i lunghi sette anni di guerre in Gallia, Cesare volle tornare in Italia ed assumere la carica di consolato, ma i suoi avversari capeggiati da Pompeo glielo impedirono costringendo Cesare, una volta varcato il Rubiconde nel 49, ad intraprendere una nuova guerra contro i pompeiani. Tale guerra venne da lui stesso definita “civile”. Egli ce ne parla nella sua seconda opera detta “De bello civili”. La guerra civile si conclude con la disfatta di Pompeo, che, una volta rifugiatosi in Egitto, venne decapitato da seguaci di Tolomeo. A tal punto Cesare e' padrone indiscusso di Roma e ricopre la carica prima di consolato e poi di dittatura; ma un gruppo di repubblicani aristocratici, guidati dal figliastro Bruto e Cassio, organizzano una congiura. Cesare venne assassinato il 44 a. C. E' bene ricordare che Cesare oltre ad avere composto opere storico-memorialistiche, elaborò varie orazioni purtroppo andate perdute e vari trattati tra i quali il “De analogia” riguardante problematiche di lingua e stile. Il Commentarius come genere storiografico Il termine “Commentarius” indica un tipo di narrazione a mezzo tra la raccolta dei materiali grezzi, quali appunti personali o vari rapporti, e la loro rielaborazione nella forma artistica. I due Commentari più importanti di Cesare sono: il De bello Gallico e il De bello civili nei quali egli non parla mai in prima persona, ma usa sempre la terza. Il de bello Gallico è composto da sette libri che ci narrano dei relativi anni trascorsi da Cesare in Gallia a fare guerra e campagne contro le popolazioni autoctone. Solo in seguito vi fu aggiunto un ottavo libro scritto da un suo luogotenente: Aulo Irzio. Uno delle caratteristiche di quest'opera e' la frequenza degli “excursus”, cioè delle parentesi. Cesare ne fa uno proprio all' inizio dell' opera parlando degli usi costumi e tradizioni dei popoli della Gallia prima di parlarci degli eventi di guerra. Il “De bello Civili”, invece, consta in tre libri che parlano della guerra civile contro Po Continua »

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