Tesina di maturità sulla crisi d'identità dell'uomo moderno

Appunto inviato da giuliagaetani93 Voto 7

La crisi d'identità dell'uomo del 900 è la risposta alla serie di avvenimenti storico-culturali, scoperte scientifiche e innovazione nel pensiero filosofico che si verificano fin dai primi anni del secolo e che scardinano la concezione di una coscienza umana forte e unitaria (16 pagine formato docx)

TESINA DI MATURITA' SULLA CRISI D'IDENTITA' DELL'UOMO MODERNO

Crisi d'identità dell'uomo. Indice: Luigi Pirandello, Sigmund Freud e Pablo Picasso. Premessa. Sulla base di quanto è stato appena affermato, proviamo ora ad indagare le cause che hanno indotto l’uomo moderno ad una simile conclusione, cercando di chiarire la sua condizione nel secolo preso in esame: il Novecento, del quale è opportuno fornire una definizione.
La più ovvia osservazione che si possa fare a riguardo, è di natura storica: in particolar modo, la prima metà del secolo è stata sconvolta dalle due devastanti e violente guerre mondiali che, oltre a seminare morte e distruzione, hanno lasciato la loro più significativa impronta nella coscienza non soltanto di coloro che l’hanno vissuta in prima persona ma, più in generale, dell’umanità.

Crisi dell'uomo del 900: tesina di maturità

CRISI DELL'UOMO CONTEMPORANEO

Sul piano politico, l’Europa è  stata attraversata da una ventata autoritaria che è sfociata nell’ascesa di opprimenti dittature: l’affermazione del comunismo nell’Unione Sovietica ( a questo modello si sono ispirate altre ideologie politiche in quasi tutti gli stati europei), il Fascismo in Italia e il Nazismo in Germania.
Fin dai primi anni il secolo ha rivelato profonde tensioni che, oltre a concretizzarsi nelle due Grandi Guerre, sono persistite, in maniera più o meno cruenta, fino agli anni Cinquanta con la Guerra Fredda.
D’altra parte, l’economia ha risentito profondamente della Grande Depressione che ha segnato la fine del liberismo, l’affermazione dell’intervento dello stato sull’economia e l’introduzione di un’aggressiva politica di espansione coloniale.
Inoltre, non è trascurabile la graduale dissoluzione di quel clima ottimistico nei confronti del progresso che aveva caratterizzava l’intero secolo precedente, non a caso denominato “Positivismo”.

La ricerca dell'identità: tesina di maturità

CRISI DELL'UOMO DEL 900

L’Ottocento, infatti, in virtù delle grandi conquiste scientifiche che lo hanno contraddistinto, si è avvalso della fiducia nel mito della perfettibilità della vita umana. Ma dal quadro che si è precedentemente descritto, appare chiaro che la scienza abbia fallito: nonostante le sue meritevoli scoperte, essa si è rivelata incapace di dominare la natura, di correggere le disuguaglianze sociali che fin dai tempi più antichi avevano indotto l’uomo alla sofferenza.
L’industrializzazione ha avuto come diretta conseguenza lo sfruttamento, l’urbanizzazione si è riflessa in un vertiginoso incremento della criminalità.
In tal senso il Novecento ha negato alla scienza ogni possibilità di migliorare la condizione della vita umana e ha rifiutato la ragione in virtù della sua inadeguatezza a spiegare la realtà.
Tuttavia, questo non implica che il Novecento sia stato un secolo di scarsa rilevanza dal punto di vista scientifico: esso, al contrario, viene inaugurato con la divulgazione della teoria dei quanti di Max Planck, che introduce la fisica quantistica, seguita dal principio di indeterminazione di Heisenberg, che segna la fine del determinismo di Laplace ammettendo un certo margine di precisione oltre il quale la fisica, nella misurazione di posizione e velocità delle particelle subatomiche, non può spingersi.

La crisi dell'io del 900: tesina di maturità

L'IDENTITA' DELL'UOMO: TESINA

Tuttavia, la più significativa rivoluzione prende avvio con la formulazione della Teoria della Relatività di Albert Einstein, pubblicata nel 1905. Attraverso quest’ultima, persino i parametri di spazio e tempo dissolvevano il loro carattere assoluto.
Queste teorie scientifiche hanno esercitato un ruolo fondamentale nell’immaginario comune. Cambiava la visione del cosmo, che si andava configurando come un insieme di frammenti, privo di certezze assolute e punti di riferimento fissi.
Di fronte a un simile quadro della situazione, appare evidente come il Novecento abbia determinato il crollo di ogni certezza e abbia scardinato definitivamente l’ottimismo ottocentesco, lasciando posto a dubbi e contraddizioni.
Ne consegue un profondo smarrimento dell’uomo di fronte al suo stesso confuso modo di percepire una realtà in continuo mutamento, instabile, imprevedibile e relativa.
La coscienza dell’ uomo moderno è una coscienza profondamente tormentata da dubbi insanabili e dalla consapevolezza dell’ estrema fragilità e precarietà dell’esistenza.