Crisi Dell'uomo Nel 900 - Tesina di Multidisciplinare gratis Studenti.it
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Crisi dell'uomo nel 900: Tesina interdisciplinare sul tema ampiamente trattato della'"Crisi dell'uomo nel '900". Le materie trattate sono: Filosofia, arte, letteratura, inglese - 11 pag - liceo (11 pagine formato doc)

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CRISI DELL'UOMO NEL `900 CRISI DELL'UOMO NEL `900 Di Fulio M. Il Novecento è un secolo che raccoglie e sviluppa la crisi di fine Ottocento. Cambia radicalmente il modo di porsi dell'uomo di fronte alla realtà e rispetto ai suoi simili. Siamo lontani dal determinismo scientifico del naturalismo francese, dall'idealismo assoluto di Hegel e dal giustificazionismo positivista di Comte. In filosofia Nietzshe non aderisce a nessuno dei sistemi e delle diramazioni filosofiche del 1800. La fine dell'800 coincide con la fine della filosofia pura e Freud, padre della psicoanalisi, dà via allo sviluppo delle scienze umane, ossia di un sapere organizzato scientificamente avente per oggetto l'uomo. Mentre Freud va alla ricerca della crisi dell'uomo analizzando le cause interiori e psicologiche, Nietzsche sostiene che il disagio dell'uomo nasce da fuori. Il pensiero di Nietzsche è caratterizzato da una radicale messa in discussione della civiltà e della filosofia dell'Occidente, che si traduce nella distruzione delle certezze del passato. Il libro fondativo di Nietzsche è “Nascita di una tragedia” nel quale il motivo centrale è la distinzione tra apollineo (tutto ciò che richiama Apollo, ed è quindi equilibrato, misurato, composto, ovvero razionalià) dionisiaco (ciò che richiama Dioniso, cioè l'abbandono sensuale, perdita di controllo, mancanza d'equilibrio, e quindi predominio dell'irrazionalità). Questi due modelli convivono in modo equilibrato fino all'affermazione del razionalismo di Socrate che segna il trionfo dell'apollineo sul dionisiaco: la storia dell'Occidente è il dominio inarrestabile e incontrastato del modello apollineo. Nietzsche afferma che con l'avvio del dominio dell'attività razionale umana è iniziata la mortificazione della vita, e contro tale processo di decadenza propone il recupero convinto di Dioniso attraverso una dimensione di autoascolto ed espressività di sé. Il filosofo tedesco annuncia la volontà di potenza, vale a dire la volontà di provare la forza naturale che è in me, di esprimere la creatività immediata, la pienezza vitalistica del mio corpo. Ciò che troviamo nella civiltà occidentale è la negazione della volontà di potenza; l'Occidente è una civiltà di valori, etica. Tutto ciò che è prodotto dall'Occidente comporta un controllo dell'esistenza e coincide con l'avvilimento e la mortificazione della vita. Il corpo dell'uomo è colonizzato da un mondo di valori, limiti e barriere che non promuove, non stimola, né entusiasma la vita. L'origine e il fine dell'esistenza umana è Dio, come principio di valori. Dio rappresenta la personificazione delle varie certezze metafisiche, morali e religiose elaborate dall'umanità per dare un senso plausibile ed un ordine rassicurante al caos della vita e del mondo. Tutto ciò che è dionisiaco è infatti percepito dall'occidente come degenerazione, smarrimento, orrore. Chi recupera dentro di sé la volontà di potenza non può aderire al valore. Il nichilismo è la nullificazione dei val Continua »

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