In accordo al pensiero pirandelliano, una riflessione attorno al tema della realtà e dell'apparenza-
Ci sono molte cose che ci appaiono diverse da come lo sono in realtà. L’apparire di “qualcosa” dipende non solo dalle sue caratteristiche ma anche da quelle del soggetto a cui questa si mostra; perciò ognuno di noi avrà una determinata percezione della realtà che si trova davanti, a seconda dei propri sentimenti e delle proprie considerazioni, una percezione necessariamente diversa da quelle altrui.
LA POETICA DI PIRANDELLO (Clicca qui >>)
“Quanto sono fortunati gli attori! Sta ad essi scegliere se vogliono aver parte nella tragedia o nella commedia, se vogliono soffrire o godere, ridere o spargere lacrime; non così nella vita vissuta. La maggior parte degli uomini e delle donne sono infatti costretti a recitare parti per le quali non hanno nessuna inclinazione. Il mondo è un palcoscenico, ma le parti vi sono mal distribuite”.
Da Aforismi di Oscar Wilde
BAUDELAIRE (Clicca qui >>)
Nelle letterature e filosofie europee, un periodo che più di altri è dominato dall'interrogativo su cosa siano la realtà e l'apparenza è quello che va dalla prima metà dell'800 alla seconda metà del '900, periodo durante il quale la frammentazione della realtà e la personalità dell'individuo sono divenute centro dell'interesse di autori come Arthur Schopenhauer, Oscar Wilde, Miguel de Unamuno, Charles Baudelaire e Luigi Pirandello.
Durante questo periodo la difficoltà di distinguere tra realtà e non-realtà è stata affrontata in maniera consistente: non si tratta di illusioni ottiche, ma di illusioni che risiedono nell'animo dell'individuo, di ciò che abbiamo sempre dato per scontato essere vero. L'unica cosa rimasta certa è che esistono mille sfaccettature con cui una realtà, oscura a tutti noi, si propone ad ognuno di noi.
OSCAR WILDE (Clicca qui >>)