Il suicidio nell'arte, nella letteratura e nella storia: tesina di maturità

Appunto inviato da fraky1992 Voto 9

Tesina di maturità sul suicidio nell'arte, nella letteratura e nella storia e alcuni personaggi che hanno compiuto questo gesto (19 pagine formato pdf)

IL SUICIDIO NELL'ARTE, NELLA LETTERATURA E NELLA STORIA: TESINA DI MATURITA'

Tesina Il suicidio nell'arte, nella letteratura e nella storia. “L'unica cosa che non si può fare riguardo al suicidio è del moralismo.” Henry Romilly, Sucide, social and historical study, 1938.
Indice: Il suicidio in Italia (dal secondo dopoguerra ad oggi), il suicidio per Ugo Foscolo (Ultime lettere di Jacopo Ortis), il suicidio per Giacomo Leopardi (Ultimo canto di Saffo), il suicidio per T. Hardy, il suicidio per Van Gogh.
Introduzione. Uno dei temi che senza dubbio ha sempre interessato l'essere umano è quello del suicidio, rispetto al quale l'uomo si è posto come semplice studioso o protagonista. Le gesta dei miti e degli eroi hanno sempre esaltato la valenza altruistica del suicidio, ma, per secoli, questo atto ha rappresentato la fuga silenziosa da una sorte ingrata che lega l'uomo ad una vita priva di senso. Se in molti casi il suicidio è stato considerato come un atto riproverevole, in altri è stato ed è tollerato o addirittura valutato positivamente. Questo atteggiamento ambivalente nei confronti di questo gesto estremo è già riscontrabile nell'età classica. Se Platone condanna il suicidio come atto di illecita defezione dagli obblighi della vita terrena, gli stoici (tra cui Seneca) lo esaltano come estrema testimonianza della raggiunta indifferenza per le cose del mondo e quindi di saggezza.

Il suicidio: tesina


TESINA SUICIDIO, LICEO CLASSICO

Presso i Romani il suicidio era visto come un esempio di onore e gloria. La valutazione negativa del suicidio prende il sopravvento con l'affermazione del cristianesimo in quanto chi si suicida non rispetta uno dei comandamenti della religione. Anche negli ordinamenti giuridici il suicidio è stato a lungo considerato un reato. Soltanto nel Settecento la punibilità di questo gesto è rimessa in discussione e, a partire dal 1791, essa non è più contemplata
nella maggior parte delle legislazioni europee. Nella moderna codificazione italiana, il suicidio non è incluso nei reati. Viene invece incriminato colui che determina il suicidio ad una persona capace o ne rafforza il proposito stesso. La pena prevista è la reclusione da 5 a 12 anni se il suicidio avviene.

Il suicidio: tesina di maturità


TESINA SUL SUICIDIO, LICEO LINGUISTICO

ANALISI DEL SUICIDIO Per suicidio (dal latino suicidium,sui occidio, uccisione di se stessi) si intende l'atto col quale un individuo si procura volontariamente e consapevolmente la morte. Il suicidio è il gesto autolesivo più estremo, tipico in condizioni di grave disagio psichico, particolarmente in persone affette da grave depressione e/o disturbi della personalità di tipo psicotico. Ovviamente questo comportamento può essere determinato anche da eventi pratici, quali
delusioni amorose, condizioni di salute o estetica, condizioni sociali, ecc. Solitamente il suicidio è il risultato di motivazioni multipli e complesse.
Il comportamento suicida comprende il tentativo di suicidio e il suicidio portato a termine. Un tentativo di suicidio è un gesto suicida che non è stato fatale probabilmente perché l'intenzione auto-distruttrice era incerta, vaga o ambigua, o perché l'azione aveva un potenziale letale basso. Spesso il tentativo di suicidio può rappresentare una richiesta di aiuto e può fallire grazie a un forte desiderio di vivere. Il suicidio portato a termine invece ha come risultato la morte. In questo caso abbiamo due generi di suicidio, quello diretto o quello indiretto, caratterizzato dall'esposizione a rischi potenzialmente letali senza
l'intenzione di morire ( esempio: bere eccessivo e fumare molto) Il suicidio è il gesto estremo di una manifestazione psicologica di malessere.