Crisi del 1929 e 2008 a confronto: tesina

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Tesina sulle crisi economiche del 1929 e del 2008: analisi della crisi economica con riferimento all'economia keynesiana e analisi della crisi finanziaria con spiegazione della food chain securitization (12 pagine formato doc)

CRISI DEL 1929 E 2008 A CONFRONTO: TESINA

1929 – 2008: confronto tra due crisi economiche mondiali.
PREFAZIONE
Questo approfondimento ha l’obiettivo di mettere in luce le analogie e le differenze che esistono tra la crisi economica del 1929 e quella più recente del 2008, cercando di illustrare come la prima sia una crisi dell’economia reale, mentre la seconda rappresenti un crack della finanza.
Per fare ciò intendo dividere le diverse trattazioni in 4 punti fondamentali:
1)    La crisi economica del 1929
2)    La crisi del 2008
3)    Le due crisi  
4)    Bibliografia

Crisi del '29 e del 2008 a confronto: tesina

 

CRISI ECONOMICHE NELLA STORIA

L’analisi che si intende portare avanti è di tipo teorico/qualitativa, con l’intenzione di mettere in luce le cause strutturali di entrambe le crisi con precisione, senza tuttavia la pretesa di completa esattezza che risulta impossibile trattando argomenti recenti e ancora soggetti al dibattito storiografico.
LA CRISI ECONOMICA DEL 1929
1.1) “THE ROARING TWENTIES”
Per riuscire a comprendere pienamente la crisi economica del 1929, che colpì l’America e da lì si espanse a tutto il mondo occidentale, con particolare effetti sui paesi a più elevato tasso di industrializzazione, bisogna comprendere il periodo storico in cui essa si sviluppò.  Il periodo in questione è quello degli anni ’20, soprannominati anche “roaring twenties” , gli anni ruggenti, proprio per il grande sviluppo economico mondiale che ebbe come maggiore propulsore gli Stati Uniti d’America.
Lo scenario storico/economico che si presenta alla fine della prima guerra mondiale nel 1918 è profondamente diverso rispetto alla situazione pre-guerra. L’Europa esce fortemente danneggiata dalla guerra, sia per quanto riguarda i paesi sconfitti (Impero Austrungarico, Germania e Impero Ottomano) che quelli vincitori (Francia, Impero Britannico, Russia e Italia).
Innanzitutto le varie economie e i corrispettivi apparati produttivi, soggetti alla militarizzazione durante il periodo della guerra, devono tornare ad un regime di produzione normale, cioè si deve ristabilire un rapporto domanda/offerta consono a quelle che sono le necessità di un sistema economico di libero mercato. Questo significa anche una restrizione della domanda di beni che durante la guerra era sostenuta dallo Stato per le necessità belliche.

Crisi economica del 1929 a confronto con il 2009: tema svolto

 

CRISI ECONOMICHE DAL 1929 AD OGGI

La prima guerra mondiale ebbe effettivamente anche un costo enorme per le potenze europee, basti pensare che essa aveva prosciugato il 30% della ricchezza della Francia e della Gran Bretagna e percentuali ancora maggiori misero in ginocchio i paesi sconfitti, come la Germania e la Russia. L’unica potenza che perse solo il 9% della sua ricchezza durante la guerra fu il paese cardine della : gli USA.
crisi del ’29Ad accentuare in maniera ancora più negativa la situazione economica europea, furono le decisioni prese durante la Conferenza di Versilles (1919), che, su proposta della Francia e in parte dell’Inghilterra, attribuirono alla Germania la responsabilità del conflitto e il costo della ricostruzione. In questo senso i confini tedeschi vennero ridisegnati, provocando la perdita del 13% del territorio e del 10% della popolazione, con l’entità delle riparazioni economiche che fu fissata a 132 miliardi di marchi-oro.
Con la Germania in ginocchio, la Francia distrutta, l’Inghilterra in crisi sia per questioni interne che estere, l’Italia dilaniata dal “biennio rosso” e poi da quello “nero”, gli Stati Uniti si ritrovano ad essere il paese economicamente più potente del mondo.
In questo contesto si inseriscono gli “anni ruggenti”. Una volta domata l’inflazione in Europa, quindi dal 1922 in poi, il vecchio continente risultò essere per gli USA un bacino di investimenti enorme e al contempo un mercato di sbocco molto vasto per il suo apparato produttivo.