Le radici della metodologia Capitolo primo La metodologia Le radici della metodologia Giovanni Greco Il metodo è un insieme di regole relative ad un'attività, che può essere sia di una prassi collettiva complessa, come la gestione della comunità politica, sia la risoluzione di un problema teorico specifico. Il metodo spazia dalla filosofia (dove è un orientamento di ricerca inteso a ricavare una conoscenza teoretica, per mezzo di procedimenti razionali) alla fisica (dove si basa sulla corrispondenza fra grandezze relative ai fenomeni in esame e a quelle calcolabili, concernenti i fenomeni di natura diversa). Ancora dalla statistica ai metodi di scrittura, dall'elettrotecnica alla geologia, dall'informatica alla pedagogia, dalla medicina al diritto, dalla geometria alla storia. Nonostante questa generalità d'uso, il concetto di metodo è storicamente legato al problema dell'acquisizione della certezza in campo conoscitivo. Sia Aristotele che Platone si ponevano il problema del metodo, che è stato, nei secoli, riaffrontato da tutta una serie di pensatori, dai costruttori della nuova scienza e della nuova logica sino ai critici del valore della scienza e della pedagogia. Platone riteneva la dialettica un metodo generico, rigoroso e che la divisione delle idee si basava sui criteri di un metodo analitico, modellato su base matematica, in maniera da poter risalire nella ricerca per fissare il rapporto di sequenzialità logica fra due proposizioni, per sottoporre a verifica i modi ed i termini della discussione. Per Aristotele gli elementi del metodo erano risolti nel contesto della logica, nella formulazione della teoria della dimostrazione, che doveva rispondere a determinati requisiti: la verità, l'immediatezza, l'intelligibilità, la casualità. Era in questo modo che si potevano stabilire taluni primi principi (principi, ipotesi, definizioni), necessari per acquisire ogni altra conoscenza. Aristotele sosteneva che non è lecito utilizzare regole valide per tutti i generi, negando la legittimità del passaggio da un genere all'altro. In effetti, nella storia del pensiero occidentale, si doveva a Socrate l'idea che l'attività avente per fine la conoscenza doveva conformarsi a regole, come ogni altra arte. Socrate appariva consapevole del rapporto tra la validità di una conoscenza e la maniera in cui essa era raggiunta, che era l'essenza di ogni posizione che riconosca importanza superiore al metodo. Il metodo di Euclide si illustrava in un'alternanza di analisi e di sintesi, essendo considerato come uno dei metodi più tipici del procedimento razionale rigoroso del pensiero scientifico. La metodica del metodo Galeno esercitava sin dall'età moderna un influsso durevole. Essa consisteva in una sorta di finalismo, in vista del quale le parti dovevano essere organizzate nel tutto: lo scienziato coglieva ogni parte separatamente ed univa gli elementi rinvenuti in ogni parte con quelli di altre parti, per via di una sintesi fondata sull'uso combinato del ragion Continua »