Come per molta parte del mondo occidentale, anche per l’Italia i primi due decenni postbellici furono caratterizzati da profonde trasformazioni sociali, economiche e culturali, che tuttavia non cancellarono gravi e radicali squilibri. L’appartenenza all’alleanza atlantica e l’egemonia politica della Democrazia cristiana, che, forte del successo ottenuto nell’aprile del 1948, era diventata il partitio di maggioranza relativa, costituiscono il quadro politico all’interno del quale prese avvio il decollo economico. Il settore più interessato fu quello industriale, soprattutto dell’industria meccanica, elettromeccanica, siderurgica, dei cementi e delle fibre artificiali, mentre l’agricoltura perdeva progressivamente peso: in questi anni l’Italia si affermò come paese marcatamente industriale, mentre fino a tutti gli anni ’30 era stato prevalentemente agricolo-industriale. Le grandi imprese (Fiat, Montecatini, Snia Viscosa, Olivetti, Pirelli) ma anche le piccole e medie aziende, che vennero costituendo il tessuto connettivo del sistema industriale italiano, poterono avvalersi di una grande disponibilità di manodopera a basso costo e poterono aumentare la produzione indirizzandola ai mercati esteri. Continua »