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storia dell'arte: Appunti da Courbet a Seurat (3 pagine formato doc)

VOTO: 3 Appunto inviato da albnick

Gustave Courbert (1819-1877) Gustave Courbert (1819-1877) Lo spaccapietre, 1849? rappresenta un manovale che frantuma dei sassi per ricavarne di più piccoli. L'artista indaga nella realtà: ecco allora le toppe sulle maniche, il panciotto strappato sotto l'ascella, i calzini bucati. A sx, sotto ad un cespuglio, ci sono pentola e del pane (il suo pranzo). Il paesaggio è essenziale e povero. L'atelier del pittore, 1855? al centro c'è l'artista stesso che rappresenta un paesaggio realistico e anticonvenzionale. Intorno ci sono una trentina di personaggi; a sx ci sono ubriaconi, saltimbanchi, balordi; a dx, con sembianze di suoi amici, ci sono le allegorie di amore, filosofia e letteratura; accanto a lui c'è la Verità, nuda, che osserva l'opera. Di fronte c'è un bimbetto con i vestiti rotti che guarda il dipinto incuriosito. La morale del quadro è che la verità oltre ad essere nuda, è anche semplice ed innocente. Le signorine sulla riva della Senna, 1857? in questo quadro Courbert non rappresenta personaggi mitologici e la scena è situata in mondo reale. Le due ragazze sdraiate sono vestite secondo la moda del tempo. Nei loro volti un po' volgari, si vede la loro storia: sono due amiche andate a fare una passeggiata. L'artista le ha ritratte come di sorpresa, in posizione goffe e sgraziate: una assopita e l'altra immersa nei propri pensieri. Per questo dipinto sono stati preparati molti bozzetti preparativi. Il fenomeno dei Macchiaioli L'Italia, dopo il congresso di Vienna del 1815, fu soggetta a tre grandi aree d'influenza: il nord sotto gli austriaci, il centro sotto il potere del papa e il sud sotto i Borboni. Al granducato di toscana fu assicurata una certa autonomia culturale e politica, seppur limitata, data dal fatto che il controllo austriaco non fu mai esercitato in maniera troppo repressiva. Di conseguenza Firenze, negli anni '40 dell'800, divenne il punto di riferimento preferito da giovani artisti ed intellettuali: essi utilizzavano come luogo di ritrovo il centralissimo “caffè Michelangelo”. Tra loro ricordiamo Diego Martelli (1838-1896), scrittore e critico d'arte fiorentino, che non solo fu primo a teorizzare “la macchia in opposizione alla forma” ma fece anche entrare in contatto, grazie a riviste da lui fondate, i giovani artisti fiorentini con le esperienze pittoriche francesi. Altro importante ideologo fu Telemaco Signorini (1835-1901), il quale propose il soprannome di “macchiaioli”, accettando un aggettivo denigratorio ideato dalla stampa del tempo. L'arco di sviluppo del movimento macchiaiolo andò dal 1855 al 1867, ma i suoi influssi sulla pittura italiana furono vivi fino agli inizi del '900. La nascita e lo sviluppo della “macchia” furono causati dalla rivolta contro l'accademismo e dalla voglia di ripristinare il senso del vero. Secondo questi giovani artisti, poiché le percezioni visive umane avvengono grazie alla luce, la pittura realistica doveva riprodurre la sensazione dell Continua »

PERSONE: diego martelli
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