Il Cinquecento è il periodo più famoso dell’arte italiana e uno dei più splendidi di ogni tempo. Fu l’epoca di Leonardo, Michelangelo, Tiziano, Correggio e Giorgine, di Dűrer e Holbein nel Nord Europa è chiamato “Rinascimento maturo”. Le condizioni che determinarono la fioritura di questi geni cominciarono a crearsi fin dal tempo di Giotto, l’orgoglio delle città che per abbellire gli edifici e assicurarsi opere rivaleggiavano per ottenere i maestri migliori, diede grande incentivo all’emulazione fra gli artisti. Il periodo delle grandi scoperte, la prospettiva e l’anatomia, scoperte che valsero ad ampliare l’orizzonte dell’artista non più artigiano, ma maestro che non poteva giungere alla fama e alla gloria senza esplorare i misteri della natura e ricercare le leggi segrete dell’universo. Un’artista mirava a conquiste ancora più grandi così da costringere il mondo circostante ad accettarli come uomini ricchi di doti preziosi e uniche. In aiuto degli artisti nella propria affermazione fu la ricerca da parte dei mecenati della fama; nei tempi anteriori era il principe a concedere i suoi favori all’artisti, ora era l’artisti che onorava un ricco principe o un potente accettando un’ordinazione. Gli artisti potevano spesso scegliere il tema che preferivano, senza dover più conformare le loro opere ai capricci e alle fantasie dei committenti. In nessuna sfera questa mutamento fu tanto sensibile come nell’architettura, in nessun altro campo il fra le esigenze dei mecenati e gli ideali degli artisti fu più pronunciato che in questo Continua »