L'Unione Europea è il risultato di un lento progresso di integrazione che ha determinato la creazione dell'euro. Questo aveva avuto origine agli inizi degli anni '50 con la creazione della Comunità europea del carbone e dell'acciaio.
Molta strada è stata fatta da allora con il passaggio ad un mercato comune unico che si è realizzato compiutamente all'inizio del 1993, con l'attuazione dell'Atto Unico e degli accordi di Schengen. Anche sul piano monetario le tappe sono state lunghe e difficili, a partire dal timido ritorno alla convertibilità delle valute, nel lontano 1958.
Molti si chiedono, dopo i sacrifici imposti dal rispetto dei parametri di Maastricht per aderire alla moneta unica, se ne valesse la pena. Certamente ciò apparirebbe l'unica via per assicurare all'Europa una solida integrazione della propria struttura economica.
In realtà necessita una revisione critica sugli obiettivi conseguiti con l'attuazione dell'Unione monetaria europea, perché se no essa diventerà solo una costruzione burocratica, finalizzata ad interessi particolaristici invece che al benessere dei cittadini europei.
Ciò è ancora più importante, in tempi come quelli attuali, caratterizzati da un'importante crisi economica. Essa è differente dalla crisi del '29 perché quest'ultima fu causata dalla sovrapproduzione mentre quella odierna è una crisi di Borsa.
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