Il fascismo fu un movimento che mirò a un radicale cambiamento politico e culturale dell'Italia. Il suo fine era la costruzione di un'organizzazione inedita del sistema politico e del sistema sociale, fondata sul primato della politica e dello Stato e la subordinazione del privato al pubblico. Già quand'era insegnante elementare (1908) ad Oneglia, in Liguria, Mussolini, ateo professo, non faceva mistero del suo anticlericalismo. Sulle pagine del giornale socialista La Lima, aveva la consuetudine di attaccare apertamente le gerarchie ecclesiastiche affermando, tra l'altro, che i preti «non sono che dei gendarmi neri al servizio del capitalismo». A coronamento di tutto ciò, lo pseudonimo con cui firmava i suoi articoli: "Vero Eretico". Anche quando passò al settimanale di Trento L'Avvenire del Lavoratore, il suo anticlericalismo non cambiò di tono. Sul Popolo d'Italia, giornale da lui fondato nel 1914, oltre ad attaccare la Chiesa, si occupava anche di vicende sospette legate alla religione, come quella di Rosa Broll, la «santa di Susà di Pergine», che, tra un miracolo e l'altro, si "dedicava" al sacerdote del paese. Continua »
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