Situazione dopo la Prima guerra mondiale

Appunto inviato da mattiamarseglia94 Voto 7

la situazione dei vari paesi alla fine della Prima guerra mondiale, la nascita del Fascismo e il potere di Mussolini. Relazione di storia sul primo dopoguerra utile per l'esame di terza media (3 pagine formato doc)

SITUAZIONE DOPO LA PRIMA GUERRA MONDIALE

Relazione situazione dopo la Prima guerra mondiale. La Prima guerra mondiale si era concluso nel 1918 con la vittoria della Triplice Intesa: Inghilterra, Francia, Russia(che dovette abbondarla per questioni interne) a cui si aggiunsero L'Italia e gli Stati Uniti in un secondo momento. Le potenze vincitrici si riunirono per stilare i trattati di pace, che prevedevano: il riconoscimento di alcuni Stati come indipendenti, la perdita dell'Austria di 7/8 dei sui territori, la perdita della Turchia di tutti gli Stati Europei, l'annessione all'Inghilterra di Palestina e Iraq, l'annessione alla Francia della Siria. Infine la Germania, ritenuta responsabile della guerra fu costretta a pagare delle sanzioni(132 miliardi di franchi in oro), inoltre, perse tutte le colonie, l'Alsazia e la Lorena furono ridate alla Francia che poté usufruire della regione del Saar, ricca di minerali.

Prima guerra mondiale: riassunto dettagliato


DOPO PRIMA GUERRA MONDIALE ITALIA

Italia-Fascismo - Alla fine della Prima guerra mondiale cominciarono ad affiorare, nel mondo, i primi problemi, dovuti ad essa: le industrie dovettero cambiare il tipo di produzione(da militare a civile); per questo furono licenziati molti operai.
L'insoddisfazione verso i governi portava gli operai a scioperare. Anche in Italia ci furono rivolte, soprattutto al Nord nel periodo compreso tra il 1919 e il 1921, noto come Biennio Rosso. Si interessarono a questi problemi i sindacati, che dichiararono lo sciopero bianco(gli operai entravano in fabbrica senza lavorare). Gli industriali risposero a questo con le serrate; gli operai, allora, occuparono le fabbriche con l'ausilio delle armi. Inoltre, le rivolte si estesero anche ai contadini, che occuparono le terre. I proprietari volevano che l'esercito o la polizia intervenissero, ma Giolitti non volle, infatti, voleva che i latifondisti dovessero parlare con i contadini per far cessare le occupazioni; ebbe ragione.

Riassunto della Prima guerra mondiale


NUOVI STATI DOPO LA PRIMA GUERRA MONDIALE

Molti industriali e proprietari erano delusi dai governi liberali, così cominciarono a finanziare Mussolini.
In origine Benito Mussolini faceva parte del partito socialista, ma dopo aver fondato il suo giornale “Il popolo d'Italia” e quindi schierandosi con gli interventisti, ne fu espulso. Alla fine del conflitto mondiale Mussolini creò i fasci di combattimento, che in seguito diventarono le squadre d'azione che punivano le proteste dei contadini. Mussolini per ottenere il consenso del ceto medio, trasformò il suo partito nel Partito Nazionale Fascista. Giolitti lo appoggiò pensando che potesse contrastare le rivolte.
Le elezioni del 1921 diedero il potere a piccoli partiti, in questo caos Mussolini ordinò alle camicie nere di andare a Napoli, ma queste decisero di marciare su Roma. Vittorio Emanuele III, dopo qualche esitazione, per farle fermare, affidò il compito di formare un nuovo governo a Mussolini. Nei primi due anni del governo Mussolini fu rispettata la legge e quindi questa fase del Fascismo viene chiamata legalitaria.

Riassunto della situazione europea dopo la Prima guerra mondiale


IL DOPOGUERRA DOPO LA PRIMA GUERRA MONDIALE

Giacomo Matteotti manifestò contro il Fascismo in un suo discorso e dieci giorni dopo fu rapito e ucciso. I deputati antifascisti si riunirono sull'Aventino, sperando che il re fermasse Mussolini, ma non intervenne. Mussolini in seguito dichiarò apertamente la sua colpevolezza. Nel 1925 il fascismo si trasformò in una dittatura, affinché avvenisse, furono approvate le “leggi fascistissime” e in seguito lo scioglimento degli altri partiti, fino all'approvamento di una legge elettorale in cui si poteva solo approvare o rifiutare il fascismo. La trasformazione da Stato Liberale a Stato Totalitario era avvenuta.
Per ottenere maggiore consenso Mussolini agì in Italia soprattutto nella repressione degli antifascisti e nell'educazione dei bambini (Balilla, Le piccole italiane).