L'unità D'italia E Risorgimento - Tesina di Storia gratis Studenti.it

L'unità d'Italia e risorgimento: lavoro interdisciplinare le interpretazioni del risorgimento e il problema nazionale dalla prima meta’ dell’800. (4 pagine formato doc)

VOTO: 6 Appunto inviato da gracemeda

LAVORO INTERDISCIPLINARE LAVORO INTERDISCIPLINARE LE INTERPRETAZIONI DEL RISORGIMENTO E IL PROBLEMA NAZIONALE DALLA PRIMA META' DELL'OTTOCENTO In Italia già nel '46-'47 si era assistito a una prima entusiasmante mobilitazione popolare che aveva portato a una iniziale maturazione della coscienza civile e, nello stesso periodo i liberali più consapevoli avevano rafforzato gli ideali di patria, nazione, indipendenza dallo straniero, ideali che sarebbero stati alla base delle agitazioni popolari del gennaio 1848, anno rivoluzionario in cui non solo in Italia, ma anche in Europa, si estendono problematiche sociali e politiche. Nel '48 si assiste al risveglio delle menti italiane, soprattutto intellettuale e politici, che rivendicano l'esigenza di una costituzione, della libertà e dell'unificazione in nome di una nazionalità unitaria. Negli stesi anni la borghesia riesce a sostituirsi alla nobiltà e a ottenere la supremazia sulle altre classi sociali divenendo la classe egemone. Tale passaggio è testimoniato anche da . Tommasi di Lampedusa ne “Il Gattopardo”, in cui narra il declino di una famiglia borbonica dopo lo sbarco dei Mille dei garibaldini in Sicilia. Il libro mostra quindi la società borbonica dopo del meridione italico colta nel momento in cui l'avvento dell'unificazione la pone a contatto con una diversa cultura: quella piemontese. In quest'opera è descritta molto bene la nobiltà del meridione. La vicenda è ambienta nella Sicilia dell'Ottocento. Una Sicilia indifferente agli importanti mutamenti politici dell' epoca, come per esempio lo sbarco dei Mille di Garibaldi, che sancì l'avvio del processo di unificazione dell'Italia. I cambiamenti del periodo sono evidenti: l'ascesa della borghesia e la corrispondente diminuzione di importanza dei nobili. Anche nel Settecento la situazione non era molto diversa. Come è descritto nell'opera “La lunga vita di Marianna Ucria” di Dacia Maraini, nel periodo Illuminista vi è una società aristocratica in declino, priva di difese e piena di valori artefatti; è chiaramente evidente che questo mondo è sull'orlo del tramonto. La borghesia appariva in netto contrasto anche con il proletariato, nuova forma sociale autonoma nata dall'industrializzazione. Marx ed Engels nel “Manifesto del partito comunista” riconobbero alla borghesia un importante ruolo rivoluzionari: la borghesia, classe che detiene il possesso dei mezzi di produzione, dominando la società secondo la logica del profitto, ha dato luogo al susseguirsi di crisi sociali e lotte di classe e ha creato le condizioni per una presa di coscienza da parte del proletariato. Il Risorgimento italiano è stato spesso oggetto di indagine da parte degli storici: alcuni, come lo storico francese Pecout, ritengono necessario soffermarsi sui protagonisti del periodo in atto, analizzando gli interessi e le posizioni politiche. Di conseguenza si può parlare di due Risorgimenti: uno come la rivoluzione di un ceto ristretto di uomini Continua »

vedi tutti gli appunti di storia »
Carica un appunto Home Appunti