Prefazione E-deologia Hacker Gli hackers: uccideranno la rete o contribuiscono a farla evolvere?Le loro storie ci portano dentro il mondo dei ribelli digitali. Bisogna considerarli come criminali o estremi difensori della democrazia? “La rete è il palcoscenico in cui si svolgono le imprese degli hacker. Gli hacker hanno costruito Internet. Gli hacker hanno portato il sistema operativo Unix a quello che esso oggi è diventato. Gli hacker hanno dato l'avvio a Usenet e al lavoro per il World Wide Web.[...]C'è un altro gruppo di persone che ad alta voce si proclamano hacker, ma non lo sono. Queste sono persone che provano piacere a penetrare nei computer e a compiere azioni di phreaking al sistema telefonico. I veri hacker li chiamano 'cracker' e non vogliono avere nulla a che fare con loro. I veri hacker, per lo più, pensano che i cracker siano pigri, irresponsabili e non troppo svegli, e obiettano che essere capaci di violare la sicurezza informatica non ti fa hacker più di quanto essere in grado di scassinare macchine ti faccia diventare ingegnere meccanico... La differenza fondamentale è questa: gli hacker costruiscono le cose, i cracker le rompono".[ E.S. Raymond, Come diventare un hacker ] Indice: Introduzione Usi ed abusi nel nome degli hacker. Da dove nasce e come si è evoluto un fenomeno sociale e culturale che ha segnato in modo indelebile la storia della tecnologia ed il suo destino. L'enorme diffusione di Internet ha sconvolto ogni aspetto della nostra vita e termini come "autostrade informatiche", cyberpunk e hacker sono entrati a far parte del nostro linguaggio. Ma siamo davvero sicuri di sapere di che cosa parliamo quando commentiamo le storie dei fuorilegge della frontiera elettronica che i mass-media ci hanno abituati a sentire? La paura nei confronti di un fenomeno che non si conosce, da sempre, è una reazione naturale e per superare questa difficoltà è necessario comprendere, avvicinarsi alla nuova realtà che si presenta. Se nessuno invece interviene, questo sentimento di paura diventa fonte di inquietudine e turbamento. Così, anche l'opinione pubblica dei nostri giorni è stata vittima di questo processo. A questo proposito Kevin Mitnick, uno fra gli hacker più famosi conosciuti, ha affermato: “Quand'ero in prigione mi hanno messo in isolamento perché credevano che potessi lanciare dei missili fischiando dentro la cornetta di un telefono. E lo hanno persino detto al giudice durante un'udienza.” Sembra che la paura nei confronti di questi individui porti a fare delle congetture degne dei grandi classici della letteratura fantascientifica. Mass media e istituzioni hanno "etichettato" (note: Cohen, S. 1972, Young 1971) gli hacker come gruppi socialmente devianti all'interno del più vasto apparato della cultura ufficiale; pericolosi poiché non si attengono alle norme e i valori legalmente accettati. Si può arrivare alla conclusione che i mass media, nel processo di selezione degli argomenti, costruiscano racconti dota Continua »