La casa del fascio di Como: analisi

Appunto inviato da radiopopeye Voto 6

Analisi stilistica e tipologica della casa del fascio di Como di Giuseppe Terragni: immagini della struttura interna ed esterna e la pianta (15 pagine formato pdf)

LA CASA DEL FASCIO DI COMO: ANALISI

Istituto Universitario di Architettura di Venezia
La Casa del Fascio di Como di Giuseppe Terragni
- Introduzione
Siamo nel periodo tra gli anni venti e gli anni trenta del nostro secolo, stagione in cui la dittatura mussoliniana raccoglieva i maggiori consensi e mirava sempre più a diffondere il suo controllo sul territorio. Promosse così la creazione delle “Case del Fascio”, che dovevano soppiantare i locali clandestini dove gli aderenti al partito inizialmente si riunivano, diventando sede del partito, del dopolavoro, dell’educazione giovanile e anche mezzo di propaganda.
Negli stessi anni, siamo comunque anche nel vivo del dibattito per lo sviluppo dell’architettura moderna in Italia, di cui Giuseppe Terragni (1904-43) è uno dei protagonisti. Laureato nell’ottobre del 1926 al Politecnico di Milano, è stato uno dei promotori del Gruppo 7 (con L. Frette, S. Larco, G. Pollini, E. Rava e U. Castagnoli, poi sostituito da A. Libera), partecipando alla redazione del manifesto del razionalismo italiano.

Giuseppe Terragni: tesina


LA CASA DEL FASCIO COMO: PIANTA

Terragni si dichiara fedelissimo al fascismo, perché crede idealisticamente nelle parole del duce; inoltre secondo lui il regime, nel suo stesso interesse, deve propugnare il moderno e non cadere in una retorica totalitaria. Si configura così il paradosso di un’architettura eretica, sostanzialmente antifascista, commissionata dal fascismo stesso. Infatti, già nel 1928-29 il blocco residenziale del “Novacomum” (il Transatlantico, come oggi viene
chiamato a Como) aveva sollevato una rivolta: era stato costruito clandestinamente, in deroga al progetto approvato dalle autorità comunali; e il grande scavo cilindrico negli spigoli, ripeteva un modulo del costruttivismo sovietico, ovviamente aborrito dai gerarchi. Nella sua Casa del Fascio, nonostante il tema programmaticamente celebrativo, non c’è ombra di retorica totalitaria: nessun richiamo alla “romanità imperiale”, nessuna torre littoria, nessun arengario per i discorsi del duce.

Giuseppe Terragni: biografia e opere


CASA DEL FASCIO: INTERNO

Il suo stile è quello del razionalismo europeo, di Le Corbusier, Gropius, Mies van der Rohe. Grandi sofferenze patite durante la campagna bellica in Russia e una conseguente depressione e smarrimento psichico inguaribile determinarono la fine, a quarantuno anni, del migliore artista italiano moderno.
Su di lui e su tutto il movimento moderno in genere, il Partito calerà un’indiscriminata censura. Noi ci proponiamo qui di ripercorrere a ritroso il cammino seguito dall’architetto comasco per la realizzazione della sua opera summa, con particolare accento sulla ricerca tipologica. G. Terragni: edificio per appartamenti “Novacomum”, Como, 1927-29 - Alla ricerca di una tipologia edilizia ideale.