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tesi su il disagio esistenziale: DECADENTISMO, DELEDDA, la distruzione degli ebrei, dinamica terrestre, Cambiamenti sociali e culturali nell’impero (35 pagine formato doc)

VOTO: stellastellastellastellastellastellastellastella Appunto inviato da giasonexxx

DECADENTISMO DECADENTISMO Il termine decadentismo indicava un determinato movimento letterario sorto nell'ambiente parigino durante gli anni ottanta il quale aveva un preciso programma culturale; ma poiché in questo ambiente erano presenti tendenze che di li a poco si sarebbero estese su vasta scala nei primi del Novecento questo termine venne usato per designare un'intera corrente culturale di dimensioni europee. Pur avendo gia fatto riferimento al fatto che il tema del disagio umano non appartiene ad una particolare età, nel periodo che va indicativamente dalla fine dell'1800 alla metà del 1900 abbiamo la diffusione di quei principi e di quei valori propri di un nuovo periodo segnato da sanguinose guerre e da molti altri importanti eventi, il cosiddetto “Decadentismo”. Con la denominazione Decadentismo, che in senso generico è riferita a tutte le forme d'impreziosimento e di raffinamento culturale originate da ogni importante civiltà giunta al limite della sua maturazione, ci si rapporta oggi in modo specifico alla determinata crisi religiosa e letteraria che suggella in campo artistico il ciclo iniziato dal romanticismo, in campo storico all'età che dall'ultimo quarto di secolo dell'800 si estende pressoché ai giorni nostri, età che per le innumerevoli forze divergenti o contrastanti offre l'aspetto di un lungo e travagliato sforzo di liberazione dal passato e di soluzione degli assillanti problemi politici, economici, sociali ed intellettuali che incombono sull'epoca moderna. E' importante parlare di questa crisi religiosa e letteraria dal momento che tale movimento nasce come disagio spirituale verso una civiltà che volge al declino ma che riesce poi a tramutarsi in raffinatezza critica. All'artista decadente l'unica cosa che resta visto che non riesce più a trovare in alcuna precedente struttura morale un'interpretazione della vita che soddisfi la sua inquieta coscienza è la fede nella vita intesa come arte e nell'arte intesa come vita. - Il poeta veggente L'estetismo La poesia pura Il valore suggestivo della parola La musicalità delle tecniche espressive Il linguaggio metaforico Il simbolo I poeti non sono soltanto artisti capaci di adoperare in modo magistrale la parola ma diventano i sacerdoti di un vero e proprio culto, dei veggenti capaci di spingere lo sguardo laddove l'uomo non riesce ad arrivare con i suoi mezzi e non riesce a vedere. Questa sorta di culto religioso dell'arte ha dato origine all'estetismo. L'esteta è colui che assume il bello come principio regolatore della propria vita e agisce e vive esclusivamente in funzione di questo; in lui l'arte e la vita diventano la stessa cosa e la realtà stessa viene filtrata attraverso l'arte; è sempre alla ricerca di sensazioni rare e squisite. Il poeta rifiuta di farsi promotore di particolari ideali morali e civili e la poesia diventa pura celebrazione di se stessa depurandosi d'ogni aspetto utilitaristico e pratico; la poesia è insomma poesia pura, arte pura. In questo Continua »

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