INTRODUZIONE
Ho deciso d'affrontare in questa tesina l'argomento "musica" non per il semplice e scontato motivo che essendo una ballerina sono coinvolta "emotivamente" nella materia (o almeno non solo per questo), ma con l'obiettivo di sensibilizzare e illustrare, nella maniera consentitami, la magia, l'immediatezza, l'emozione, che l'arte dei suoni suscita al nostro animo.
D'altronde, chi può negare che il mondo che ci circonda è come un'immensa orchestra dalle infinite possibilità sonore guidata da un direttore sconosciuto? Una nota frase biblica, conosciuta da tutte le religioni esistenti, attesta: "All'inizio fu la parola" , e la parola non è forse un'espressione sonora?
LATINO
LUCREZIO
Ma l'imitare con la bocca le limpide voci degli uccelli
fu molto prima che gli uomini fossero capaci di praticare
il canto di versi armoniosi e dilettare gli orecchi.
Questi suoni carezzavano loro gli animi e davano diletto,
quando erano sazi di cibo; allora infatti tutto è caro al cuore.
far passare la voce per molti toni e modulare il canto,
e correre col labbro incurvato su per le canne del flauto;
donde venne questa usanza che anche ora conservano le scolte,
e hanno imparato a osservare i tipi dei ritmi, ma intanto
non colgono affatto un frutto di dolcezza maggiore di quello
che coglieva la stirpe silvestre dei figli della terra.
ITALIANO
LEOPARDI
Nel settembre del 1910 esce a Roma sulla "Rivista d'Italia" un saggio del poeta milanese Clemente Rebora ( 1885 - 1957), intitolato Per un Leopardi mal noto . Nel saggio il giovane poeta venticinquenne, analizzando le pagine dei P ensieri di varia filosofia e di bella letteratura e quelle dello Zibaldone , prende in considerazione la particolare concezione della musica propria di Leopardi, e ne mostra i legami con le sue idee poetiche e filosofiche.
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