" Adottare dei bambini, sentendoli e trattandoli come veri figli, significa riconoscere che il rapporto tra genitori e figli non si misura solo sui parametri genetici. L'amore che genera è innanzitutto dono di sé.
C'è una "generazione" che avviene attraverso l'accoglienza, la premura, la dedizione. Il rapporto che ne scaturisce è così intimo e duraturo, da non essere per nulla inferiore a quello fondato sull'appartenenza biologica. Quando esso, come nell'adozione, è anche giuridicamente tutelato, in una famiglia stabilmente legata dal vincolo matrimoniale, esso assicura al bambino quel clima sereno e quell'affetto, insieme paterno e materno, di cui egli ha bisogno per il suo pieno sviluppo umano. Proprio questo emerge dalla vostra esperienza. La vostra scelta e il vostro impegno sono un invito al coraggio e alla generosità per tutta la società, perché questo dono sia sempre più stimato, favorito e anche legalmente sostenuto."
Papa Giovanni Paolo II - 5 settembre 2000
INTRODUZIONE
Scopo del presente lavoro è offrire una panoramica sulla realtà dell'adozione, unitamente ad alcune considerazioni sul fenomeno dell'infanzia abbandonata.
L'idea del presente lavoro nasce da un'esperienza diretta di adozione che sta vivendo la mia famiglia da pochi mesi, con l'arrivo di mia cuginetta dal percorso dell'adozione nazionale.
Il suo arrivo ha aperto per me le porte di una realtà sino a quel momento conosciuta solo superficialmente e a volte per luoghi comuni, anche perché spesso a livello mediatico la trattazione del tema viene fatta in maniera distorta o spettacolarizzata.
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