Untitled Ogni esperienza cromatica è caratterizzata da almeno tre diversi aspetti percettivi: la tonalità, la chiarezza e la saturazione. La tonalità o tinta è il colore vero e proprio, ossia ciò che qualifica un giallo in quanto è diverso da un arancio, da un verde, ecc. Di solito il “colore” così definito è una caratteristica della superficie, come viene vista, legata con la sua riflettanza spettrale, e tuttavia può variare a seconda dello sfondo o dei colori adiacenti o per effetto della diversità di illuminazione, a seconda delle ore del giorno e delle condizioni atmosferiche. La chiarezza, cioè la sensazione che un colore paia più luminoso o più scuro di un altro, governa il valore del colore. La diversa sensibilità della retina alle diverse lunghezze d'onda determina in misura notevole quale colore appaia più luminoso o più brillante di un altro. Il giallo, per esempio, sembra più chiaro del blu o del verde. La luminosità dipende anche dalla capacità di adattamento dell'occhio, dai fattori che determinano i contrasti tra colori e da altre situazioni . La saturazione è la misura del contenuto vero e proprio di colore in una data sensazione. Quando vediamo un rosso più rosso di un altro sperimentiamo una particolare qualità sensoria che si manifesta in maggiore o minor purezza rendendo i colori più o meno ricchi e pieni. Il colore è osservato nel modo migliore alla luce del sole; bisogna tenere presente che le radiazioni solari ci giungono molto diverse da quelle di partenza, perché subiscono cambiamenti di velocità, di diffusione e di direzione a causa della varietà di composizione e distribuzione del mezzo attraversato, Queste variazioni sono dovute alla presenza di sospensoidi, che sono particelle gassose, solide o liquide, sospese nell'aria, Dall'irregolarità delle particelle in sospensione consegue pertanto l'irregolarità della diffusione, riflessione, diffrazione e dispersione della luce, fenomeni che, insieme con altre condizioni atmosferiche, influiscono sulle colorazione della volta celeste. Per quanto si riferisce all'assorbimento della luce, bisogna distinguere tra particelle gassose, solide e liquide, nere o scure( fumo, smog), grigie(polvere, sabbia, nebbia mista fumo), bianche(brina, neve, grandine, nebbia di solo vapore acqueo). L'assorbimento è proporzionale al loro numero, cioè al grado di torbidità atmosferico, e inoltre alla lunghezza d'onda delle radiazioni incidenti; infatti i raggi corti (azzurri e violetti) sono fortemente assorbiti dal fumo e dalla polvere e non per esempio dalla neve che li riflette quasi completamente. La luce varia fortemente in relazione alla condizioni meteorologiche: stagione, clima, nuvolosità, condizioni dell'aria, e inoltre con la posizione del sole nelle varie ore del giorno e conseguente inclinazione dei raggi. Le variazioni di luminosità che si hanno durante il giorno a cielo sereno comportano anche variazioni cromatiche della luce diurna, per cui non è opportuno osservare dell Continua »