Se Mosillo afferma che "la noia di Moravia nasce dall'indifferenza" e Papalini invece che "la noia di Moravia non è indifferenza", non si può certo sapere chi dei due abbia ragione se prima non si leggono entrambi i libri. Ma pur leggendoli attentamente e provando ad essere critici, tutto ciò non basta per sapere cosa in realtà Moravia vuole dire; in fondo per sapere cosa egli vuole dire bisogna essere Moravia.
Moravia ha parlato dei suoi romanzi, in molte interviste e ciò che spicca da queste, è, che "Gli indifferenti" e "La noia" non sono nate per parlare di politica, ma solo per descrivere la società, ma questo è stato il messaggio che i lettori hanno recepito? Parliamoci chiaro Moravia non è Manzoni che scrive "I promessi sposi" ambientandoli nel 1600, ma volendo sottintendere il 1800; questo in Alberto non avviene, egli scrive i romanzi e li ambienta nel suo stesso periodo in fondo è un neorealista e quindi vede la realtà così com'è e non è certamente un romantico come Manzoni.
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