PIRANDELLO
VITA
Luigi Pirandello nasce il 28 giugno 1867 nei pressi di Girgenti (Agrigento), in una villa di campagna denominata "il Caos", d al nome di un bosco situato nelle vicinanze dialettalmente chiamato "Càvusu". L'agiatezza della famiglia gli garantisce un'infanzia serena studi regolari e la possibilità di frequentare l'università a Bonn, dove si laurea nel 1891 in filologia romanza con una tesi sui "Suoni e sviluppi di suoni della parlata di Girgenti". Grazie all'aiuto di Luigi Capuana entra in contatto con l'ambiente letterario della capitale ed intraprende la via della prosa. Agli inizi del Novecento la situazione economica e familiare di Pirandello precipita: nell'allagamento di una grande miniera di zolfo, il padre perde il suo patrimonio e la dote della nuora, la quale viene colpita da un esaurimento nervoso che sarà causa di una paresi alle gambe e di una forma di paranoia cronica e che sfocerà nell'internamento in una casa di cura romana.
Nel 1934 gli viene conferito il Premio Nobel per la letteratura; nel 1939 muore, viene cremato e il funerale si svolge in totale povertà, senza alcun accompagnamento funebre.
L'UMORISMO
Questo saggio, come la maggior parte delle opere di Pirandello, presenta una caratteristica fondamentale : una sorta d'intercomunicabilità tra un genere e l'altro e tra un'opera e l'altra, tra le quali è impossibile segnare divisioni nette ed il cui esempio più eclatante è la dedica iniziale "Alla buon'anima - di Mattia Pascal - bibliotecario".
Il saggio è suddiviso in due parti: una di carattere storico-letterario, l'altra di natura filosofica.
L'excursus inizia con una spiegazione etimologica del termine umore, il quale "derivò naturalmente dal latino e col senso materiale che aveva di corpo fluido, liquore, umidità o vapore, e col senso anche di fantasia, capriccio o vigore[...] Li uomini [...] hanno quattro umori: cioè lo sangue, la collera, la flemma e la malinconia: e questi umori sono la cagione delle infermità degli uomini" (pag. 4).
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