Inquietudine e crisi esistenziale tra l'800 e il 900: tesina

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Tesina sull'inquietudine e crisi esistenziale tra 800 e 900 che argomenta i seguenti autori: Munch, Kierkegaard, Joyce e descrizione del Museo MAXXI di Roma (12 pagine formato doc)

INQUIETUDINE E CRISI ESISTENZIALE TRA 800 E 900: TESINA

Inquietudine e crisi esistenziale fra Otto e Novecento
Introduzione: I primi decenni del Novecento sono stati caratterizzati da un diffuso senso di  crisi, di vuoto e di precarietà che interessò, in modo particolare, alcune esperienze artistiche e letterarie del tempo.
Ciò che caratterizza questo periodo è la perdita di quei valori su cui si fondavano la società e la cultura ottocentesca: ideali, certezze e fiducia nel progresso che sono venuti meno causando una frattura tra l'uomo contemporaneo ed i valori di una società in cui i cambiamenti sono riconducibili alla crisi del positivismo. (=>movimento filosofico e culturale ispirato ad alcune idee guida fondamentali riferite in genere all'esaltazione del progresso e del metodo scientifico che nasce in Francia nella prima metà dell' 800 e che si diffonde nella seconda metà del secolo a livello europeo e mondiale. 

Tesina maturità sull'inquietudine

CRISI DELLE CERTEZZE INTRODUZIONE

Il positivismo non si configura dunque come un pensiero filosofico organizzato in un definito sistema come quello che aveva caratterizzato la filosofia idealista ma piuttosto come un movimento per certi aspetti simile all'Illuminismo, di cui condivide la fiducia nella scienza e nel progresso e per altri affine alla concezione romantica della storia). Questa crisi ha segnato il fallimento della scienza, ritenuta dai positivisti un infallibile mezzo di conoscenza della realtà, che non era stata in grado di dare risposte riguardo le cause profonde dell'esistenza, mettendo in luce quindi i limiti della conoscenza scientifica e della rappresentazione razionale ed oggettiva della realtà.
Questa situazione provocò quindi nell'uomo una crisi dei valori e la perdita delle certezze su cui si fondava la società del tempo, che scontava il declino di quella filosofia che aveva fornito le giustificazioni ideologiche ad esse.
Ci troviamo di fronte ad una crisi dell'individuo, il quale si sente spogliato di ogni illusione e smarrito nei confronti di una realtà non più pienamente conoscibile.

L'uomo e la ricerca: tesina di maturità

CRISI DELL'UOMO CONTEMPORANEO

Storia dell'arte: In ambito artistico, la massima interpretazione di questo disagio esistenziale lo ritroviamo nel pittore Edvard Munch (1863- 1944), pittore della corrente espressionista nord-europea.
La sua opera più rinomata è “Il grido”, la quale ha dato voce a colore più di ogni altro alla condizione esistenziale del Novecento.
Munch è un autore di grande forza espressiva che trova nella drammatica evidenza del cromatismo intenso e sgargiante il miglior mezzo per affermare la sua visione pessimistica della società e del mondo contemporaneo.
Egli cercò di descrivere le proprie emozioni in modo da generalizzarle, adattandole alla vita interiore di ogni uomo. Nella sua pittura trovano particolare espressione i temi dell'angoscia e della disperazione in quanto sentimenti che manifestano la conflittualità interna dell'io.
Per mettere a fuoco il senso di quest'opera del 1893, la descrizione più efficace è quella data dall'artista stesso.