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Senofonte - Anabasi: Senofonte - Anabasi Libro VI (12 pagine formato doc)

VOTO: 5 Appunto inviato da diamante91

1 In séguito, finché rimasero a Cotiora, i Greci trovarono di che sostentarsi o coi viveri comprati al mercato o saccheggiando i campi della Paflagonia. Ma anche i Paflagoni derubavano a più non posso quelli dei nostri che si staccavano dai gruppi; di notte, poi, attaccavano chi aveva piantato le tende lontano dal grosso. Di conseguenza ne derivò un'aspra ostilità reciproca.

2 Corila, che all'epoca era capo della Paflagonia, manda ai Greci degli emissari con cavalli e splendide vesti, per annunciare che era pronto a non sferrare attacchi ai Greci, a patto di non subirne.

3 Gli strateghi risposero che a questo proposito si sarebbero consultati con l'esercito. Intanto accolsero in modo ospitale gli emissari, li invitarono a banchetto e con loro anche chi, tra i soldati, era giudicato più degno.

4 Dopo aver sacrificato buoi catturati al nemico e altre vittime, offrirono un abbondante banchetto, ma furono costretti a mangiar sdraiati su pagliericci e a bere da coppe di corno che avevano trovato nella zona.

5 Quando le libagioni ebbero avuto luogo e il peana fu intonato, per primi si alzarono i Traci, che, armi in pugno, danzarono al suono del flauto, spiccando salti altissimi, con grande leggerezza e mulinando le spade. Alla fine un danzatore colpì un altro e a tutti sembrò che l'avesse ucciso: cadde davvero con grande arte.

6
I Paflagoni lanciarono un urlo. Il primo, dopo aver spogliato delle armi il secondo, si allontanò modulando la canzone di Sitalce. Gli altri Traci raccolsero il caduto e lo portarono via come se fosse morto: invece non si era fatto niente.

7 Poi fu il turno degli Eniani e dei Magneti, che danzarono in armi la cosiddetta carpea. Continua »

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