Noti come il Soratte sia candido per l’alta neve ed ormai le selve affaticate non sostengano il peso ed i fiumi si siano fermati per il gelo acuto? Dissolvi il freddo spargendo abbondantemente la legna sul fuoco e versa più benignamente il vino [vecchio] di quattro anni dall’anfora sabina, o Taliarco. Lascia le altre cose agli dèi, che hanno appena prostrato i venti che combattevano sul mare agitato, e né i cipressi né i vecchi olmi sono agitati. Rifuggi dal chiedere che cosa sia il futuro domani, e qualunque giorno la sorte ti darà, poni[lo] a guadagno, e non disprezzare, o fanciullo, i dolci amori, né le danze, finché la noiosa canizie sta lontana da te verdeggiante... Continua »