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versioni di latino per il biennio: versioni per compiti ni classe del biennio ( formato doc)

VOTO: 5 Appunto inviato da davide639

Medea, Giasone e le figlie di Pelia Medea, Giasone e le figlie di Pelia   Giasone dopo aver affrontato tanti pericoli per ordine dello zio Pelia, incominciò a pensare come ucciderlo senza (far nascere ) il sospetto. Medea promette di fare ciò. E così, mentre erano già lontani dalla Colchide (lett.: dai Colchi), ordinò di collocare la nave in un luogo nascosto ed ella stessa si recò dalle figlie di Pelia, sotto le spoglie di sacerdotessa di Diana; promette loro di rendere giovane, da vecchio (che era), il loro padre Pelia e la figlia Alcesti disse che ciò non poteva accadere. Medea, per ridurla più facilmente al suo volere, le avvolse in una nebbia e con i sortilegi compì molte azioni miracolose che sembravano essere simili al vero, e gettò un montone piuttosto vecchio in una caldaia e parve che ne (lett.: da dove parve che) fosse balzato fuori un agnello bellissimo. E allo stesso modo le figlie di Pelia, per istigazione di Medea, fecero cuocere il loro padre in una caldaia. Vedendo che erano state ingannate, fuggirono dalla patria. Ma Giasono, ricevuto il segnale da Medea, si impadronì della reggia e affidò ad Acasto, figlio di Pelia, fratello delle Peliadi, il regno paterno, perché era andato con lui in Colchide; egli stesso partì per Corinto insieme a Medea. Lotte tra patrizi e plebei   I patrizi possedevano grandi ricchezze e governavano la città con arroganza. I plebei invece sopportavano pesanti fatiche, pagavano gravosi tributi e dunque erano poveri: così la vita dei plebei era dura e difficile. Perciò decisero di lasciare la città e si ritirarono sul monte Sacro e qui allestirono un piccolo accampamento, così pensando: “Non semineremo i campi dei ricchi, i campi non produrranno messi, i patrizi non avranno pane e saranno in una misera condizione. Noi invece qui semineremo il grano e avremo il pane. Così i patrizi ascolteranno le preghiere della plebe”. Allora i patrizi mandarono ambasciatori alla plebe. Gli ambasciatori, parlando con voce supplichevole, annunciarono ai plebei le parole dei senatori: “Ritornate in città! I patrizi saranno giusti, condoneranno i vostri debiti, divideranno i guadagni in parti uguali”. Allora i plebei depongono il (loro) audace piano, ritornando a Roma. I patrizi mantengono le promesse e i cittadini romani riacquistano la concordia. Il padre, il figlio e l'asino   Un vecchio faceva il cammino con il figlio giovinetto. Il padre e il figlio avevano un unico piccolo asinello: a turno venivano portati dall'asino ed alleviavano la fatica del percorso. Mentre il padre veniva portato e il figlio procedeva con i suoi piedi, i passanti (li) schernivano: "Ecco, - dicevano - un vecchietto moribondo e inutile, mentre risparmia la sua salute, fa ammalare un bel giovinetto". Il vecchio saltò giù e fece salire al suo posto il figlio suo malgrado. La folla dei viandanti borbottò: "Ecco, un giovinetto pigro e sanissimo, mentre indulge alla sua pigrizia, ammazza il padre decrepito". Egli, vinto dalla ve Continua »

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