La scoperta dell’inconscio freudiana segna l’atto di nascita della psicoanalisi,
che si configura infatti come una psicologia del profondo
Materia:
filosofia
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La medicina ufficiale ottocentesca si muoveva in un orizzonte teorico di tipo positivistico-materialistico. Essa tendeva infatti ad interpretare tutti i disturbi della personalità in chiave somatica sottovalutando quegli stati psiconevrotici in cui non fossero rintracciabili lesioni organiche. La scoperta dell’inconscio segna l’atto di nascita della psicoanalisi, che si configura infatti come una psicologia del profondo.
Secondo Freud, la maggior parte della vita mentale si svolge non nella coscienza ma al di fuori di essa, nell’inconscio. Il conscio è solo la punta di un iceberg , mentre l'inconscio costituisce il 90% della psiche umana e diventerà il punto di vista privilegiato da cui osservare l’uomo.
Per portare alla luce il rimosso dell'inconscio Freud si avvale di associazioni libere che consentono al paziente in condizione di abbandonarsi al corso dei propri pensieri facendo riportare alla luce il rimosso. Attraverso il metodo freudiano del transfert, inoltre, il paziente trasferisce sull'analista gli stati d’animo ambivalenti provati durante l’infanzia nei confronti dei genitori. Sotto l’influenza della traslazione, l’Io indebolito si rafforza e riesce a far cose che altrimenti gli sarebbero impossibili.
La psiche umana è stratificata e Freud individua tre luoghi psichici metaforic: l'es, il superio e l'io. L’Es è la forza impersonale e caotica che costituisce la matrice originaria della nostra psiche, non conosce né il bene né il male, né la moralità ma obbedisce solo al principio del piacere. E’ un egoistico e caotico insieme di impulsi soprattutto sessuali.
Il Super-io rappresenta la coscienza morale , ovvero l’insieme delle proibizioni che sono state instillate nell’uomo nei primi anni di vita e che poi lo accompagneranno anche in forma inconsapevole. E' l'interiorizzazione dell’autorità prima parentale e poi sociale.
L’Io è la parte organizzata della personalità che deve mediare tra Es, Super-io e mondo esterno. L’Io deve equilibrare, tramite opportuni compromessi, passioni disparate e in contrasto tra loro.
Per arrivare alla conoscenza dell'inconscio lo strumento preferenziale di cui si avvale Freud sono i sogni, considerati l’appagamento (camuffato) di un desiderio (rimosso). Il sogno è composto da un contenuto manifesto e un contenuto latente e rappresentano i desideri inaccettabili dal soggetto, che cadono quindi sotto l’azione della censura.
Un'altra manifestazione dell'inconscio per Freud sono gli atti mancati , ovvero i contrattempi della vita. Essi sarebbero l’ennesima manifestazione dell’inconscio, ovvero una sorta di compromesso fra l’intenzione cosciente del soggetto e determinati pensieri inconsci che si agitano nella sua psiche.
I sintomi nevrotici rappresentano il punto d’incontro fra una o più tendenze rimosse e quelle forze della personalità che si oppongono all’ingresso di tali tendenze nel sistema conscio. Freud scopre che gli impulsi rimossi che stanno alla base dei sintomi nevrotici sono sempre di natura sessuale.
Prima di Freud la sessualità era sostanzialmente identificata con il congiungimento tra due individui di sesso opposto ai fini della procreazione. Seguendo questo schema, Freud deduce che la sessualità dovrebbe mancare nell’infanzia, ma se questo fosse vero rimarrebbero inspiegati la sessualità infantile, la sublimazione e le perversioni.
Freud elabora allora una dottrina della sessualità infantile, secondo la quale il bambino è un individuo capace di perseguire il piacere indipendentemente da scopi riproduttivi mediante i più svariati organi corporei. In particolare, lo sviluppo psicosessuale del soggetto avviene in tre fasi: 1-fase orale 2-fase anale 3-e la fase genitale
Nella dottrina freudiana della sessualità infantile trova posto anche la teoria del complesso di Edipo , ovvero l'attaccamento libidico verso il genitore di sesso opposto e un atteggiamento ambivalente verso il genitore di egual sesso. Si ispira alla vicenda del personaggio greco (Edipo) destinato dal Fato ad uccidere il padre e a sposare la madre. Questo complesso si sviluppa fra i 3 e i 5 anni e a seconda della sua risoluzione determina la futura strutturazione della personalità.
Nell'analizzare i comportamenti degli uomini Freud elabora anche una tesi sulle rappresentazioni religiose che egli identifica come ”illusioni, appagamenti dei desideri più antichi e pressanti dell’umanità”. Tali desideri sarebbero quelli tipicamente infantili di sentirsi protetti contro i pericoli della vita.
Dio è la proiezione psichica dei rapporti ambivalenti con il padre terreno. E’ la proiezione del Super-io interiorizzato all’esterno di noi, deriva, insomma, da un bisogno umano di protezione e sicurezza.
La civiltà è lo strumento che controlla e veicola le pulsioni degli uomini “deviando” la loro ricerca del piacere in prestazioni sociali e lavorative. Proseguendo l’opera paterna, la civiltà dà origine a un Super-io collettivo, incarnato da una serie di norme e divieti. Qui si combattono due pulsioni umane opposte, ovvero l'Eros -di carattere sessuale- e thanatos -distruttiva. Nella lotta tra il creatore eros ed il distruttivo thanatos, Freud ha visto condensata l’intera sorte del genere umano.