La ginestra: analisi strofa per strofa

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Analisi del componimento di Giacomo Leopardi La ginestra o il fiore del deserto (2 pagine formato doc)

LA GINESTRA: ANALISI STROFA PER STROFA

La ginestra o il fiore del deserto di Giacomo Leopardi.

La ginestra o fiore del deserto è il più complesso dei componimenti leopardiani. Il canto, alla consueta critica contro la natura maligna o matrigna presenta un messaggio del tutto nuovo, quello della solidarietà, con il quale il poeta invita tutti gli uomini a costruire una società nuova, non più basata su concezioni spiritualistiche e religiose, di matrice romantica, e sul mito del progresso. Il paesaggio dei luoghi vesuviani con le rovine di Pompei ed Ercolano, segna l'avvio di un'ampia meditazione sul destino dell'uomo che deve prendere coscienza della sua fragilità di fronte al potere assoluto della natura.
Si tratta di una canzone libera di sette strofe di varia lunghezza di endecasillabi e settenari liberamente disposti.
Il versetto tratto dal Vangelo di Giovanni, posto come epigrafe del componimento, esprime la difficoltà con cui la verità riesce a farsi largo tra gli uomini, i quali preferiscono rifugiarsi in opinioni false e consolatorie (“le tenebre”)piuttosto che affrontare la dolorosa presa di coscienza dell’infelicità che caratterizza la condizione umana(“la luce”).

La ginestra: analisi breve

LA GINESTRA: ANALISI DEL TESTO

La prima strofa ha inizio con la descrizione del paesaggio che si apre allo sguardo del poeta: sulle pendici del Vesuvio, dove il vulcano ha seminato distruzione e morte, solo la ginestra, che si accontenta dei deserti in mezzo a tante rovine, esala il suo profumo verso il cielo.

Il poeta si identifica proprio con il “fior gentile” che non si sottrae al suo destino, conscio della propria fragilità di fronte alla forza sterminatrice della natura. Il poeta invita ironicamente coloro che sostengono che la natura sia amica dell’uomo a prendere coscienza che in quei luoghi, deserti e desolati, sono rappresentate le magnifiche sorti e progressive dell’uomo. (detto in tono fortemente ironico)
Il poeta definisce il suo secolo, il XIX, “superbo e sciocco” perché ha rinnegato la rivoluzione rinascimentale e la filosofia materialistica del Settecento, grazie alle quali la civiltà era riuscita a riscattarsi dalla barbarie, dalle superstizioni e dai falsi miti del Medioevo.
Leopardi dichiara il suo disprezzo verso i contemporanei che seguono ingannevoli dottrine di tipo provvidenzialistico e ottimistico e denuncia l’atteggiamento oscurantista di coloro che hanno abbandonato la strada della ragione.

La ginestra: caratteristiche della poesia di Leopardi

LA GINESTRA: ANALISI FIGURE RETORICHE

Nella terza strofa il poeta mette a confronto l’uomo d’animo nobile e generoso che ha il coraggio di dichiarare la verità sull’umana miseria e di accettare la sua dolorosa condizione, e lo stolto che si aspetta un avvenire pieno di felicità. Secondo Leopardi l’unico progresso possibile consiste nell’unione di tutti gli uomini in una “social catena” per combattere il vero nemico, cioè la natura “madre di parto e di voler matrigna”.
La quarta parte si apre con un attacco descrittivo: dalle pendici del vulcano, rese scure dalla lava solidificata, spesso, di notte, il poeta osserva l’ampia volta stellata.