Riassunto del libro Antropologia culturale

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Antropologia culturale: riassunto del libro. Ambiti, obiettivi ed elementi dell'antropologia culturale (44 pagine formato doc)

ANTROPOLOGIA CULTURALE: RIASSUNTO LIBRO

1.

Ambiti e obiettivi dell'antropologia. Antropologia: studio dell’essere umano nella sua globalità; scoprire quando, dove e perché l’umanità è comparsa sulla terra e si è evoluta, e come si siano prodotte le varietà fisiche presenti nelle popolazioni moderne; si interessa inoltre alla variabilità delle idee e delle usanze tradizionali nelle società passate e presenti; inizialmente solo culture non occidentali, lasciando ad altre discipline lo studio della civiltà occidentale e di analoghe società complesse, dotate di una storia scritta, oggi sia città industriali sia remoti villaggi del mondo non occidentale; questo perchè ogni ipotesi generale sull’uomo dev’essere applicabile ai vari contesti
criterio storico più proporzioni mondiali dell’ambito di interesse più approccio olistico (o multiprospettico = studio di molti aspetti dell’esperienza umana tendenza alla specializzazione in un settore particolare)
ciò che contraddistingue l’antropologia è proprio l’indagine degli elementi (i tratti, i costumi) specifici di un gruppo umano
nasce alla fine dell’800
- serve a ridurre o risolvere i problemi sociali attraverso la comprensione e il cambiamento delle condizioni che li creano
- contribuisce alla conoscenza del genere umano e permette di evitare fraintendimenti tra popolazioni diverse (l’intolleranza nei confronti della diversità è infatti dovuta, in parte, all’ignoranza in merito alle ragione della differenza tra le persone).

ANTROPOLOGIA CULTURALE, LIBRO

Antropologia
antropologia fisica (o biologica)
antropologia culturale
(settore molto ampio della ricercaarcheologia antropologica) linguistica etnologia (studia le culture più recenti, ci si riferisce spesso con l’espressione più generale di antropologia culturale) ANTROPOLOGIA FISICA: origine e evoluzione del genere umano (paleontologia umana o paleoantropologia); variazioni biologiche delle popolazioni contemporanee (focalizza il proprio interesse sulla variabilità degli esseri umani)
CULTURA: abitudini mentali e comportamentali tipiche di una popolazione o di una società

ANTROPOLOGIA CULTURALE: archeologia (studio delle culture antiche attraverso i loro resti materiali); antropologia linguistica (analisi linguistica in prospettiva antropologica); etnografia (indagine su popolazioni viventi e recenti)
linguistica strutturale (indaga i principi secondo cui suoni e parole sono organizzati nel discorso)
sociolinguistica (si occupa degli aspetti sociali della lingua)
l’etnografo è un tipo particolare di etnologo che trascorre un periodo di tempo condividendo, interagendo e osservando la popolazione che è oggetto del suo studio etnografia (descrizione dettagliata che segue all’indagine sul campo) l’indagine etnografica non è soltanto descrittiva, ma propone spiegazioni dei fenomeni osservati
etnostoria (studio dei mutamenti culturali che sopravvengono nel tempo)
vi sono poi ampie aree di specializzazione dell’antropologia (economia, politica, psicologia, ..).

Autori dell'antropologia culturale: riassunto

STORIA DELL'ANTROPOLOGIA

2. Il concetto di cultura.

l’uomo tende a non riflettere sulla propria cultura perché essa è talmente parte di sé che egli la dà per scontata solo confrontandosi con sensibilità, credenza e abitudini diverse ci si accorge di condividere certe idee e usanze con un determinato gruppo
l’uomo tende a considerare corretti i propri costumi e le proprie abitudini mentali, e a giudicare immorali o inferiori i modelli diversi la prospettiva antropologica parte dal presupposto che i costumi e la mentalità di un gruppo debbano essere descritti oggettivamente, e calati nel contesto dei problemi e delle opportunità della società studiata (relativismo culturale) esprimere un giudizio non può e non deve precludere l’oggettività. Ostacolato da 2 comportamenti:
- tendenza alla valutazione negativa risultante dell’etnocentrismo
- propensione ad un giudizio positivo che spesso prende la forma di un’ammirazione spontanea verso la vita semplice del "buon selvaggio".