Colosseo: storia, struttura, stile e materiali

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Colosseo: storia, struttura, stile e materiale impiegato ed illustrazioni di uno dei più grandi monumenti del mondo (6 pagine formato doc)

COLOSSEO STORIA

Malgrado l’origine greca della parola anfiteatro, non è greca né la funzione né la forma.

Mentre in Grecia lo spettacolo ha finalità religiosa ed educatrice, a Roma lo scopo è il divertimento delle grandi folle a fini spesso anche politici. La pianta ellittica dell'edificio non è che il raddoppiamento del teatro greco di forma semicircolare. Mentre però i greci sfruttavano l'inclinazione di un pendio naturale, e gli spettacoli avevano come scenario naturale il paesaggio, l'anfiteatro romano, chiuso tutt'intorno da mura, era costruito su un terreno piano e le gradinate per gli spettatori (cavee) poggiavano su grandi e complesse strutture di sostegno.

Storia romana: cronologia, protagonisti, eventi

COLOSSEO STORIA E STRUTTURA

Storia. Nel 69 d.C., dopo la morte di Nerone, le legioni d’Oriente proclamarono imperatore Flavio Vespasiano che riuscì a ristabilire l’ordine amministrando saggiamente lo stato. Sotto di lui e sotto il suo successore, il figlio Tito, l’arte romana raggiunge una completa autonomia di linguaggio dalla Grecia, che l’aveva caratterizzata fino a questo momento.
Una delle più grandi opere architettoniche di questo periodo è sicuramente l’Anfiteatro Flavio.
Iniziato da Vespasiano nel 75 d.C.

e portato a termine nel 80 d.C. da Tito, l’anfiteatro, più noto come Colosseo, nome che gli viene attribuito nel Medioevo a causa della sua vicinanza con una statua bronzea di Nerone alta 30m, è situato in una depressione fra i colli Palatino, Celio ed Esquilino. Poiché la zona prescelta era quella occupata dal laghetto della Domus Aurea di Nerone, il primo problema fu quello di prosciugare il terreno. Il sistema fognario che si costruì fu così perfetto che il Colosseo non ebbe mai, nel corso della sua lunga vita, cedimenti dovuti ad infiltrazioni d'acqua nelle fondamenta.

Ricerca sul Colosseo: storia e struttura

COLOSSEO DESCRIZIONE

L’anfiteatro non era però completamente finito e fu Domiziano che lo portò all’aspetto e alle dimensioni attuali, aggiungendo la parte terminale dell’edificio con le ultime gradinate e portando a termine i lavori di rifinitura e di perfezionamento. Infatti secondo le fonti egli pose degli scudi dorati che decoravano l’attico, aggiungendo il maenianum summum, il terzo ordine interno realizzato a gradinate di legno. Inoltre fu lui a far costruire i sotterranei dell’arena, cosa che impedì da allora di far svolgere nel Colosseo le “naumachie”, battaglie navali per le quali si doveva inondare l’arena.
Alessandro Severo restaurò l’edificio per i danni che aveva subito a causa di un incendio provocato da un fulmine nel 217 d.C. Ulteriori restauri si devono a Gordiano III e in seguito a Decio, dopo che il Colosseo era stato ancora una volta colpito da un fulmine nel 250 d.C. Altri lavori di ripristino furono necessari dopo tre terremoti, precisamente nel 442 d.C. nel 508 d.C. e nell’841 d.C., che provocarono crolli nella struttura, danneggiando soprattutto la facciata in travertino; al degrado naturale si aggiunse l'incuria dei papi, che fecero spogliare il monumento dei suoi marmi per abbellire i propri palazzi e le residenze dell'aristocrazia romana e servì anche, per secoli, da cava di pietra per gli edifici in costruzione.
Il saccheggio ebbe termine soltanto quando papa Benedetto XIV (XVIII secolo d.C.) lo vietò, non per l’importanza storico-artistica del monumento, ma perché luogo già consacrato dal martirio dei cristiani secondo una tradizione non provata storicamente.

Colosseo: storia dell'anfiteatro di Roma

COLOSSEO STRUTTURA

Struttura, stile e materiale. Si pensa ideato e costruito dall’architetto Rabirio.
L'esterno del Colosseo è composto da quattro ordini sovrapposti, separati da cornicioni, così suddivisi:
- al piano terra 80 semicolonne con capitelli tuscanici (variazione etrusca del capitello dorico);
- al primo piano 80 semicolonne con capitelli ionici;
- al secondo piano 80 semicolonne con capitelli corinzi;
- all'ultimo piano un ambulacro coperto interno che è costituito esternamente da un muro pieno, scandito da lesene (semicolonne a fusto piatto) con capitelli corinzi, tra i quali compaiono alternativamente una finestra quadrangolare e uno spazio, adesso vuoto, che conteneva gli scudi dorati.
Ogni arco formato dalle semicolonne incorniciava una statua in marmo raffigurante una divinità o un personaggio importante.
Era inoltre stato allestito un complesso sistema composto da 240 pali, sostenuti da una serie di mensole fissate all'ultimo piano, che reggevano le funi e i teli del velarium, un enorme telone che riparava i romani dal sole o dal cattivo tempo. Le funi del velarium erano fissate a terra a particolari sostegni che venivano manovrati da una squadra della flotta militare di Miseno.