Situazioni di possesso e detenzione: diritto privato

Appunto inviato da alessandrabenevento
/5

Riassunto dettagliato di diritto privato sulle situazioni di possesso, concetto di possesso, possesso e detenzione, inizio e durata del possesso, possesso di buona e mala fede, usucapione e azioni a tutela del possesso (5 pagine formato doc)

SITUAZIONI DI POSSESSO E DETENZIONE: DIRITTO PRIVATO

Situazioni possessorie.

Concetto di possesso
Proprietà e possesso, nel linguaggio giuridico, indicano due realtà ben diverse:
     Proprietario è il titolare del diritto di proprietà;
     Possessore è colui che si comporta da proprietario nei confronti della cosa ma in realtà potrebbe esserlo come non esserlo.
Solitamente la figura del possessore e quella del proprietario coincidono, tuttavia, non mancano ipotesi di possesso disgiunto dalla proprietà. Il possesso consiste in una semplice situazione di fatto, dalla quale la legge fa discendere alcune conseguenze giuridiche decisamente favorevoli per il possessore.
Questi, infatti, con il concorso di determinate circostanze può diventare proprietario del bene anche se in origine non lo era e persino nel caso in cui se ne fosse impossessato in totale mala fede.

Proprietà, possesso e detenzione di un bene: riassunto


DETENZIONE, DIRITTO PRIVATO

Possesso e detenzione. Per definizione del codice il possesso è il potere sulla cosa che si manifesta in un’attività corrispondente all’esercizio della proprietà o di altro diritto reale. Si può possedere direttamente o per mezzo di un’altra persona che ha la detenzione della cosa. Dunque, un soggetto, può essere qualificato possessore, solo se sussistono due elementi:
Materiale disponibilità della cosa – non è, infatti, possibile esercitare un potere di fatto su un bene di cui non si ha la materiale disponibilità;
Animus possidendi” – cosiddetto elemento psicologico del possesso che deve essere chiaramente manifestato dal soggetto.

Il possesso, la proprietà e le obbligazioni: riassunto


SITUAZIONE DI FATTO

Quando manca il cosiddetto “animus possidendi”, la posizione del soggetto, è giuridicamente qualificata detenzione. Detentore è colui che ha la materiale disponibilità di un bene altrui ma che non manifesta l’intenzione di comportarsi da proprietario. All’origine della detenzione vi è solitamente un contratto. Può trattarsi di un contratto di lavoro, di locazione, di noleggio, di deposito e così via. Per quanto riguarda il possesso mediato (indiretto), supponiamo di aver affidato ad un amministratore la gestione di un nostro immobile, sicuramente, così facendo, perdiamo la materiale disponibilità del bene ma non, anche, il possesso. Secondo il c.c., infatti, si può possedere direttamente o per mezzo di un’altra persona che ha la detenzione della cosa. Ciò significa che non è indispensabile, ai fini del possesso, avere un rapporto fisico diretto e costante con il bene. Il possesso può essere conservato anche con il solo animo purché il possessore abbia la concreta possibilità di ripristinare quando vuole, senza azioni violente o clandestine, il contatto materiale con la cosa. Ritornando al nostro es., manterremo, pertanto, il possesso del nostro immobile, fin quando avremo la concreta possibilità di revocare o non rinnovare il mandato all’amministratore, il quale ha assunto la detenzione ma non il possesso del bene.

Possesso e detenzione: significato


DIRITTO DI POSSESSO

Interversione del possesso. È possibile trasformare la detenzione in possesso ma occorre compiere un chiaro atto di opposizione contro il proprietario. Ciò vuol dire che il mutamento d’intenzione non può rimanere un fatto interiore. Per avere effetto giuridico deve manifestarsi in una chiara opposizione o comunque in un comportamento che, senza equivoco, faccia comprendere al proprietario ciò che gli sta capitando, in modo che questi possa adottare i provvedimenti più idonei.