"Il paradigma classico"

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Riassunto de "Il paradigma classico" secondo capitolo del Manuale di filologia e critica romanza, Renzi e Andreose (5 pagine formato docx)

IL PARADIGMA CLASSICO
Dopo secoli di stesura di grammatiche delle lingue classiche (greco e latino), nel XIII secolo si stendono le prime grammatiche romanze.
Il pensiero linguistico classico
Già Aristotele, culmine del pensiero greco, da cui deriva la tradizione culturale occidentale, esamina il linguaggio come il riflesso del pensiero.
Enuclea categorie come ad esempio "nome", "verbo", "congiunzione". Lo studio della lingua è concepito come un passo fondamentale nel controllo degli strumenti necessari al raggiungimento della verità filosofica. La linguistica, quindi, è subordinata alla logica.


Nel III e II secolo a.
C., operano gli Stoici e gli Alessandrini. Questi ultimi applicano l'analisi di Aristotele ai testi della letteratura tradizionale greca (soprattutto Omero). Nasce così la filologia.
Si sviluppa anche la grammatica, e quella greca, elaborata da Aristotele, funge da base per quella latina (quella che noi conosciamo ancora oggi). Quest'ultima fu adattata per la prima volta da Marco Terenzio Varrone.


Leibniz (XVI-XVII secolo) riedifica la logica sotto forma di matematica (logica simbolica): grazie a questa operazione chi studiava le lingue naturali non era più obbligato a cercare al loro interno come venissero rappresentate le operazioni del pensiero. Leibniz fece anche delle ricerche sulle lingue parlate nel mondo, riunì quelle simili e organizzò famiglie genetiche. Già nel Cinquecento cominciarono ad essere prodotti inventari delle varie lingue.