Le Confessioni di Sant'Agostino: recensione

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Recensione completa dell'opera di Sant'Agostino, le Confessioni (3 pagine formato doc)

SANT'AGOSTINO LE CONFESSIONI: RECENSIONE

Le Confessioni di Sant'Agostino.

Le Confessioni”, sono redatte in latino poco prima del 400 (probabilmente nel 397), una decina d’anni dopo il battesimo di sant'Agostino. L’opera è spesso considerata come iniziatrice di un genere letterario, l’autobiografia, estraneo ai greci e avvicinato da pochi autori prima di sant’Agostino.
Per Agostino confessarsi significa “ripiegarsi” su se stesso per ripercorrere le tappe che lo hanno portato alla conversione al cristianesimo; però è anche una “confessione” dei doni ricevuti da Dio, primo tra tutti la pace dell'anima, la riconciliazione con se stesso.
L'opera è divisa in tredici libri: i primi nove contengono il racconto della vita di Agostino, a partire dall'infanzia, fino alla morte della madre Monica, avvenuta lo stesso anno del battesimo (387); I libri dal X al XIII, più puramente speculativi, sono spesso presentati come non “autobiografici”.
Tuttavia, Agostino stesso scrive che, a partire dal libro X, mostrerà non come fu, ma come è ora (libro X).

Le Confessioni di Sant'Agostino: temi e spiegazione

CONFESSIONI SANT'AGOSTINO: RECENSIONE

Se analizziamo i vari libri riusciremo a conoscere sant'Agostino, la sua anima e ogni aspetto apparentemente insignificante della sua vita, l'incapacità di andare oltre le apparenza, il senso di vuoto che solo la conoscenza e Dio possono colmare:
Il primo libro è introduttivo, Agostino si rivolge a Dio e lo ringrazia per averlo condotto verso la “Luce”, di avergli permesso di tirar fuori la sua vera essenza, sebbene, a causa della sua condotta, non meritasse niente.
Nel secondo libro entra in merito ad alcuni disdicevoli episodi della sua adolescenza, come il furto delle pere, compiuto con gli amici, non per fame, ma per cattiveria: infatti dopo aver rubato i frutti li hanno gettati ai porci. Agostino spiega che il suo atto è imperdonabile, dichiara che se non fosse stato influenzato dagli amici, non avrebbe nemmeno pensato ad una cosa del genere. Dice infatti: “O putredine, o mostro di vita e abisso di morte! Poté davvero piacermi ciò che era vietato, non per altro motivo se non perchè era vietato?” (II, 6)
Nel terzo libro Agostino spiega come la lettura dell'Ortensio di Cicerone gli fa capire che nella sua vita manca qualcosa e lo porta ad avvicinarsi prima alla filosofia, poi al manicheismo e infine, dopo nove anni, a Dio: “Questo libro cambiò il mio animo, mutò le mie preghiere indirizzandole verso di te, Signore, e trasformò le mie aspirazioni e i miei desideri.” (III,4)

CONFESSIONI AGOSTINO: SPIEGAZIONE

Nel quarto libro, Agostino ripensa al periodo dai 9 ai 19 anni in cui la sua vita fu ricca di piaceri, almeno apparentemente, ma in realtà vuota. Ripensa alle sue azioni scellerate, alla donna con la quale ebbe un figlio senza essere sposato. Inoltre riflette sull'amicizia e capisce che quello che riteneva essere un suo amico, in realtà non lo era perchè a quel tempo non condivideva la sua fede, dice infatti: “Ma non era ancora un amico vero, quantunque neanche dopo lo sarà, al modo in cui l'amicizia è vera: essa infatti non è tale se non quando tu tieni unite fra loro delle persone che stanno unite a te...”.