Elettrostatica: esperimenti

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Esperimenti di elettrostatica sul funzionamento di macchine elettrostatiche: generatori di cariche elettriche ed energia elettrica, tramite energia meccanica, strofinio e induzione (3 pagine formato doc)

ELETTROSTATICA ESPERIMENTI

Funzionamento di macchine elettrostatiche: generatori di cariche elettriche ed energia elettrica, tramite energia meccanica, strofinio e induzione. Come primo esperimento abbiamo visto il funzionamento del “Generatore di Van de Graaff”: Il generatore è costituito da sfera metallica, in ottone, montata su una colonna isolante.

Un nastro scorrevole di cauchu preleva elettroni da un elettrodo situato alla base del generatore, e li trasporta verso la sfera conduttrice posta sulla sommità. L'accumulo di carica elettrica in corrispondenza della testa metallica del dispositivo produce una differenza di potenziale che carica per induzione un’altra sfera, più piccola, montata su un sostegno posto accanto alla colonna.
Gli effetti di luce (ionizzazione), che vengono prodotti dalle scariche, sono più frequenti, più sono vicine le due sfere e viceversa.

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ELETTROSTATICA ESPERIMENTI LABORATORIO

Per misurare la carica elettrica di un corpo elettrizzato, successivamente all’esperimento col Generatore di Van de Graaff, abbiamo utilizzato un elettroscopio: Per determinare lo stato elettrico della pallina, posta in cima ad una bacchetta di materiale isolante, caricata sfruttando la carica residua della palla grande d’ottone del Generatore di Van de Graaff, è stata messa in contatto con il pomello (d) dell’elettroscopio. Le cariche in eccesso presenti nel corpo, sono fluite automaticamente attraverso il supporto metallico (b) fino a distribuirsi tra le foglioline (a) e (a_), pure queste metalliche. Queste, essendosi caricate entrambe dello stesso segno, si sono allontanate l'una dall'altra in misura proporzionale all'intensità della carica. Il tutto è protetto da un contenitore di vetro (c).

I metodi di elettrizzazione: relazione

ESPERIMENTO ELETTRIZZAZIONE PER STROFINIO

In forma semplificata, l'elettroscopio, di  Alessandro Volta, è costituito da due leggerissimi conduttori metallici sospesi per mezzo di un sostegno in un involucro di vetro. I conduttori, sono collegati ad un terzo conduttore posto all'esterno dell'involucro; quando il conduttore esterno viene posto a contatto con un corpo carico, sulle due lamine interne si distribuisce una carica elettrica dello stesso segno e quindi queste si allontanano. Misurando la distanza indotta fra i due conduttori è possibile calcolare la quantità di carica portata dal corpo elettrizzato. Le due lamelle continuano a respingersi (induzione Permanente) finché non vengono scaricate.

Fenomeni elettrostatici: relazione di fisica

MISURAZIONE DELLA CARICA ELETTRICA

Per misurare la carica elettrica di un corpo elettrizzato, possiamo utilizzare anche un altro tipo d’elettroscopio, questo a differenza di quello precedente, non sfrutta il contatto del corpo carico con il conduttore, ma l’induzione:
Per determinare lo stato elettrico della stessa pallina di prima, è stata inserita dentro la sfera cava, posta in sostituzione del pomello dell’elettroscopio per contatto (d). Le cariche in eccesso presenti nel corpo, per induzione sono fluite dalla sfera attraverso il supporto metallico (b) fino a distribuirsi tra le foglioline (a) e (a_), pure queste metalliche. Queste, essendosi caricate entrambe dello stesso segno, si sono allontanate l'una dall'altra in misura proporzionale all'intensità della carica.