Ottica fisica: riassunto

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Riassunto sull'ottica fisica e sugli scienziati e fisici che la studiarono, come Isaac Newton (10 pagine formato doc)

OTTICA FISICA RIASSUNTO

Ottica s.f.

Parte della fisica che tratta i fenomeni luminosi e le leggi relative.Per estens. Studio dei fenomeni elettromagnetici in generale (i fenomeni luminosi sono legati a radiazioni elettromagnetiche di frequenze comprese in un campo limitato): Ottica delle radiazioni infrarosse o ultraviolette, ottica dei raggi X, y, ecc.Per estens. Insieme di strumenti ottici; la tecnica della loro fabbricazione: Negozio di ottica. Insieme delle parti di uno strumento costituite da lenti, prismi, specchi: Un apparecchio fotografico dall'ottica perfetta. Fig.
Modo di vedere, di considerare: Esaminare un problema con un'ottica moderata. Ottica geometrica, parte dell'ottica che assume come ipotesi fondamentale la propagazione rettilinea della luce. (Spiega i fenomeni della riflessione e della rifrazione dandone le leggi, ma non giustifica i fenomeni dell'interferenza e della diffrazione, che vengono interpretati dall'ottica fisica.)

L'ottica in fisica: definizione

FISICA OTTICA GEOMETRICA

Ottica fisica, studio dell'ottica come caso particolare dell'elettromagnetismo. (Nell'ambito della fisica classica, non quantistica, si fonda sull'ipotesi ondulatoria della luce e comprende l'ottica geometrica nel caso particolare in cui la lunghezza d'onda della radiazione considerata è trascurabile rispetto alle dimensioni degli oggetti su cui incide: poiché le radiazioni visibili hanno lunghezza d'onda molto piccola [dell'ordine di 10­7 m], le leggi che regolano la visione del mondo esterno da parte dell'uomo sono quelle dell'ottica geometrica.) Ottica elettronica, studio delle traiettorie degli elettroni. (L'uso del termine ottica si giustifica nell'ambito della teoria quantistica della materia e della radiazione che mette in luce l'analogia tra particella microscopica e onda luminosa.) Ottica non lineare, insieme delle proprietà caratteristiche della propagazione delle onde elettromagnetiche in un mezzo materiale che si manifestano quando l'intensità del campo elettromagnetico è molto elevata.

Ottica geometrica: definizione

OTTICA FISICA LENTI

Fotogr. Ottica fotografica, parte dell'ottica fisica che studia i fenomeni luminosi derivanti dall'uso di lenti e obiettivi, ossia dovuti alle radiazioni visibili o invisibili, che impressionano le superfici sensibili fotografiche. — Ind. chim. Vetro d'ottica, vetro la cui composizione e fabbricazione sono particolarmente curate.
Fisica
1 Christiaan Huygens
1 Diffrazione
1 Kneller, Isaac Newton
La propagazione rettilinea della luce è fenomeno che già era noto ai Babilonesi. Pitagora, Democrito, Platone, Empedocle ed Euclide spiegavano l'atto del vedere supponendo che qualcosa dell'occhio raggiungesse l'oggetto visto. Aristotele ammetteva l'esistenza, tra l'occhio e l'oggetto osservato, d'un mezzo intermedio in analogia con l'aria interposta tra la sorgente di un suono e l'orecchio che lo avverte. I primi strumenti ottici, gli specchi piani, in metallo o in ossidiana, furono trovati nelle tombe egizie, mentre gli specchi convessi e concavi furono costruiti dai Romani.
L'arabo Al-Hazin fu il primo a rifiutare l'idea di una luce che esca dagli occhi e avvolga i corpi, ammettendo invece l'ipotesi che la visione avvenga per mezzo di raggi emessi dalla cosa vista dall'occhio; inoltre interpretò il processo della visione come risultato di una infinità di processi elementari, postulando che a ogni punto dell'oggetto osservato corrispondesse un punto impressionato nell'occhio.
In Occidente l'ottica non fu studiata che agli inizi del XIII sec., con Ruggero Bacone che descrisse accuratamente il fenomeno dell'arcobaleno e osservò i fenomeni della riflessione e della rifrazione...
Nel 1678 Huygens avanzò, in contrapposizione alla teoria corpuscolare di Newton, l'ipotesi della natura ondulatoria della luce secondo la quale la luce consisterebbe in vibrazioni trasversali di un mezzo elastico (poi chiamato etere), che riempirebbe tutto lo spazio; Roemer dedusse (1675) un valore approssimato della velocità della luce dall'osservazione dei satelliti di Giove.