Le avanguardie del novecento

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Breve appunto sull'espressionismo, dadaismo, futurismo, crepuscolari (2 pagine formato doc)

LE AVANGUARDIE IN EUROPA
primo novecento è il periodo delle avanguardie : Espressionismo,Futurismo,Dadaismo,Surrealismo.
I caratteri comuni delle avanguardie: 
Opposizione al naturalismo e al decadentismo: all’arte come rappresentazione oggettiva della realtà si contrappone l’arte come visione soggettiva ed espressione dell’inconscio.
All’arte prodotta da una persona d’eccezione si contrappone l’arte come gruppo di artisti.
L’attività delle avanguardie diventa internazionale e interartistica. 
Dall’avanguardia dell’espressionismo nasce il futurismo.
L’espressionismo nasce nel 1901 nasce nell’ambito della pittura quando un gruppo di artisti coniò il termine in opposizione all’impressionismo in occasione di una mostra alternativa.
Il singolo dettaglio è sciolto dall’insieme. Interessa arti diverse (in letteratura ha il suo epicentro in Germania). Trova le basi in Nietzsche e in Bergson. Temi dominanti diventano quello delle macchine , della città mostruosa. Da Baudelaire gli espressionisti riprendono la convinzione della caduta dell’aureola. Il poeta non è più vate ma un uomo comune-borghese. Predomina la paratassi,periodo brevi, in poesia si opta per il verso libero. Il futurismo è un movimento d’avanguardia che nasce all’interno dell’Espressioni : programmi precisi: espressi sotto forma manifesta.


Si afferma contemporaneamente in italia e in russia. Primo manifesto futurista è di marinetti (1909), il futurismo italiano finisce per esaltare gli aspetti aggressivi dell’imperialismo economico e politico, vede nell’operaio il protagonista della nuova civiltà. 
Evidente nei crepuscolari e nei vociani. 
I crepuscolari hanno un atteggiamento dimesso e autoironico,tuttavia nella poetica crepuscolare sono presenti elementi tipicamente avanguardistici:
Il rifiuto del sublime e di qualsiasi concezione estetizzante dell’arte.
La critica alla figura del poeta con conseguente vergogna della poesia.
Il ripudio di poeta come vate.
L’accettazione dello squallore piccolo-borghese che accomuna il poeta all’uomo comune


La negazione della tradizione in particolare quella presentata da Carducci,Pascoli, D’Annunzio.
L’uso dell’ironia nella poesia.
Questo movimento rappresenta l’alba del novecento, il termine è stato coniato dal critico Borgese (1910) e accomuna un gruppo di poeti che esprimono un gusto malinconico e crepuscolare. (Utilizzano il verso libero,lessico basso e quotidiano,sintassi del parlato…).
Tra i crepuscolari troviamo Gozzano,Corazzini e Moretti (tra il 1903-1911).