L'assiuolo di Giovanni Pascoli

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Analisi della poesia "L'assiuolo" (3 pagine formato doc)

Data l’assenza di strumenti di decodifica, quali note o apparati didattici, l’analisi riguardante tale poesia è realizzabile unicamente sul piano strutturale (metrica e figure retoriche), escludendo così qualsiasi forma di arricchimento come, ad esempio, accenni storici sulla vita dell’autore, unitamente alla possibilità di studiare le ripercussioni che la vicenda umana dello scrittore possa avere determinato sull’opera stessa.
Lo schema metrico è basato su novenari (versi formati da nove sillabe), raggruppati in tre strofe di sette versi ciascuna. La struttura presenta una rima alternata (ABAB CDCD) ed è caratterizzata dalla presenza di un ritornello (chiù…), in rima con il sesto verso di ogni strofa.
Tuttavia l’analisi risulta ampia ed interessante soprattutto circa la ricerca e lo studio di figure retoriche. Innanzitutto appare diffuso il ricorso al cosiddetto “enjambement”, ossia la costruzione di periodi su versi differenti (per la precisione, la fine di una frase è riportata nel verso successivo a quello in cui l’enunciato stesso ha inizio). Inoltre sono riscontrabili numerose ricercatezze stilistiche comuni a tutte le strofe, quali: 1) metafora (alba di perla…nebbia di latte…sospiro di vento…): 2° verso di ogni strofa; 2) climax ascendente, finalizzato a creare un effetto di progressione che potenzia l’espressività del discorso tramite la disposizione di termini basata sulla crescente intensità del loro significato (voce…singulto…pianto…): 7° verso d ogni strofa. In seguito è importante analizzare le figure retoriche specifiche di ogni strofa. Nella prima strofa è inserita una sinestesia, ossia un accostamento di parole che si riferiscono a diversi campi sensoriali (soffi di lampi…), ed una metonimia (nero di nubi…), che determina l’associazione di due termini secondo precise relazioni qualitative (in questo caso è reso concreto un concetto astratto). La seconda strofa è invece costituita da un’anafora, basata sulla ripetizione di una precisa locuzione (sentivo…), e da un’allitterazione, cioè la successione di sostantivi che cominciano e terminano con lo stesso fonema (fru fru tra le fratte…). Nella terza ed ultima strofa sono riscontrabili suoni onomatopeici