Commento poesia Davanti San Guido di Carducci

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breve commento sulla poesia di Giosuè Carducci, "Davanti San Guido" (3 pagine formato doc)

COMMENTO POESIA DAVANTI SAN GUIDO DI CARDUCCI

La poesia “Davanti San Guido”, di Giosuè Carducci, è composta in versi endecasillabi piani e tronchi, riuniti in quartine, con rime alternate ed è tutta basata sulla personificazione dei cipressi.

È il dialogo del poeta con gli alberi della sua infanzia che lo invitano a fermarsi come una volta quando giocava a tirar sassi contro la loro corteccia.
Il poeta risponde loro che non è più quel tempo, che lui è cambiato, sa tante cose, il greco e il latino, e ormai è diventato famoso, anche se non è come quei letterati che sono diventati ricchi imitando Manzoni. I cipressi ondeggiano dubbiosi, si capisce che non sono molto convinti delle sue parole perché il vento ha raccontato loro le pene del poeta. Cercano allora di convincerlo descrivendogli la felicità che potrebbe trovare se decidesse di restare con loro: i voli degli uccelli al tramonto, l'azzurro del mare, i cavalli che si strusciano all' ombra delle querce mentre le Ninfe e Pan gli avrebbero fatto dimenticare le sue pene.

Carducci, Davanti San Guido: parafrasi


DAVANTI SAN GUIDO, CARUDCCI: COMMENTO

Il poeta, che vede i cipressi dal treno, li prega di lasciarlo tornare dalla sua famiglia, dalla figlia Titti che lo aspetta, ma i cipressi insistono, gli ricordano la nonna sepolta nel cimitero di Bolgheri che gli raccontava la favola della principessa che deve girare il mondo per ritrovare il suo sposo immerso in un sogno incantato. Così il poeta per tutta la vita ha cercato la felicità che avrebbe potuto forse trovare solo fra i cipressi del cimitero. L'ultima immagine che gli resta negli occhi è quella di un asino che continua imperturbabile a mangiare un cardo rosso e turchino e che per me è il simbolo dell' indifferenza della natura alle pene degli uomini.