La diga del Vajont: la sua storia e dove si trova

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Testo di una poesia "La diga" sul disastro del "Vajont". La storia del disastro del Vajont (4 pagine formato doc)

LA DIGA DEL VAJONT: LA SUA STORIA E DOVE SI TROVA

Prosa della poesia “La diga” di Chantal Rasom).

La diga del Vajont si trova a Erto, luogo arido, selvaggio e soprattutto erto, ragione appunto del suo nome. Ciò ha comportato, da sempre, per gli abitanti grande fatica e durissimo lavoro, anche solo per procurarsi il cibo. Conseguentemente le persone che qui sono nate e che tuttora vivono sono caratterizzate da caratteri fortissimi, duri e orgogliosi; di poche parole, sono abituati a combattere e detestano compiacere. La loro vita è fondata sul lavoro e su pochi elementi basilari, come il ciclo delle stagioni e i riti ad esso legato.
La povertà e talvolta la miseria hanno ossessionato la quotidianità di grandi e di piccoli spingendo i più coraggiosi e i meno nostalgici, a cercare vie alternative (commercio ambulante) in luoghi più propizi. La diga del Vajont, costruita per offrire quindi una vita meno miserabile, in realtà, risultò solo per alcuni, la soluzione di tutti i problemi.

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DIGA DEL VAJONT: DISASTRO

Essa si erge su una forra e ha richiesto vite umane perfino nella sua costruzione. Di considerevoli dimensioni, per cui ha avuto inizialmente il primato, successivamente è stata simbolo di morte e di rimorso. La sera del 9 ottobre 1963, staccatasi una parte della montagna (m. Toc) e caduta nel lago del Vajont, antistante alla diga del Vajont, ha provocato un’onda devastante, che ha annullato in pochi minuti interi paesi, con i loro abitanti. Quell’incredibile massa d’acqua ha travolto portando con sé tutto ciò che era disposto sul suo percorso, strappando la vita a migliaia di persone di ogni età. Anche il destino di tanti bambini quella notte si è implacabilmente interrotto e le loro vite incompiute hanno segnato per sempre il futuro dei sopravvissuti.

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DIGA DEL VAJONT: PRIMA E DOPO

Dopo il passaggio dell’onda, è rimasto solo un indicibile orrore, che nel tempo si è trasformato in rimpianto e in rimorso, per non aver detto, fatto di più per impedire quella catastrofe. La diga del Vajont, quella sera, è stata di quell’orrore spettatrice e ha confermato il suo ruolo e la sua funzione, rimanendo intatta e inspiegabilmente integra. Essa ha rivelato al mondo l’altrui responsabilità di quella strage, presentandosi davvero solo come l’ennesimo strumento, volto esclusivamente ad arricchire l’Avido Uomo.