Distrazione e malattia - Italo Svevo

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Analisi del testo (2 pagine formato doc)

DISTRAZIONE E MALATTIA (ITALO SVEVO) – ANALISI TESTUALE
1.
Il tema centrale di questo episodio è quello dell’inettitudine, e coincide con uno dei temi più importanti del romanzo. La figura dell’inetto, cioè l’uomo incapace di vivere nella società, colui che non agisce e non reagisce, con Svevo viene rivalutata e assume il volto della malattia psichica. Lo scrittore infatti vede e difende questa condizione come una forma di resistenza all’alienazione circostante. L’inetto diventa così colui che non accetta di vivere la propria quotidianità lasciandosi condizionare dal conformismo e della società di massa; è diverso e (come nel caso di Zeno) malato di nevrosi, costretto a subire quella realtà sostenuta dai ‘sani’, fatta di inganni e mistificazioni. Può essere definito l’anti-eroe dell’età moderna, che si blocca nella riflessione e nell’auto-analisi, che mette in discussione se stesso e ciò che lo circonda.


2.1 Svevo è stato più volte accusato dalla critica di ‘scrivere male’.
Questa osservazione, ammessa anche dal’autore stesso, è dovuta alle sue origini ebraiche-tedesche e al suo dialetto triestino, che da sempre lo hanno portato a vedere la lingua italiana come una lingua straniera. Oltre agli errori sintattici percepibili di tanto in tanto infatti, in molti non apprezzano il suo modo di scrivere perché ritenuto lontano dalla lingua italiana tradizionale e ricco di modi di dire e cadenza dialettali. Le espressioni che lo testimoniano, rintracciabili in questo passo, potrebbero essere: “pigliar interesse al gioco del biliardo”, “ti possa far bene di esporti”, “poi Tullio finse anche lui”, “abbisognavo di uno sfogo”, “affari molto imbrogliati” e “pochi giorni appresso”.


2.2 In questo passo l’ironia è percepibile quando Zeno ordina la spremuta pur detestando il limone, quando si afferma che il diritto di andare a letto tardi sia ammesso addirittura dalla costituzione austriaca e nel momento in cui Tullio confessa che la sua nuova cura contro i reumatismi consisteva nel mangiare un limone al giorno. Nel momento in cui il protagonista, a furia di menzogne finisce per credersi malato ed esce dal locale zoppicando per pura convinzione di avere ‘macchine mostruose’ al posto delle gambe, subentra una visione grottesca, piuttosto che ironica, della situazione . Con l’ironia Svevo cerca di stimolare il lettore ad intervenire con un proprio giudizio, in quanto l’io-narrante, a causa della sua malattia psichica, risulta essere inaffidabile e inattendibile.