Canto 2 Purgatorio: riassunto e analisi

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Riassunto e analisi del secondo canto del Purgatorio della Divina commedia di Dante Alighieri (5 pagine formato doc)

CANTO 2 PURGATORIO: RIASSUNTO E ANALISI

II Canto Purgatorio. Tra i canti vi era sempre un raccordo, un collegamento e in particolare, in questo II canto, si riaffermò l’elemento dell’ora, con riferimenti astronomici che risaltavano la grande conoscenza astrologia e cosmologica di Dante.
comparivano anche alcuni riferimento allo “stato pellegrino” di Dante e la sospensione tra una realtà terrena e ultraterrena. Si affermò un’apparizione fondamentale, quella dell’angelo nocchiero, attraverso la luce, elemento sconosciuto all’inferno.

Il canto iniziò con 3 terzine che descrivevano l’orario (l’alba) che stava vivendo il poeta. Dante quindi andava incontro ad una giornata di luce, in un giorno fondamentale poiché era Pasqua e si trovava nella spiaggia del purgatorio. Oltre a riportare RIFERIMENTI ALL’ORA riportò anche riferimenti al luogo in cui risiedeva.
 

Canto 2 Purgatorio: parafrasi

CANTO 2 PURGATORIO RIASSUNTO

Il Purgatorio si trovava agli antipodi di Gerusalemme, in latitudine sud, e i due luoghi risiedevano sullo stesso meridiano richiamando ad un’allegoria. La GEOGRAFIA RELIGIOSA del poeta vedeva l’esistenza di un meridiano, punto geografico, che congiungeva due punti fondamentali della religione, Gerusalemme, in cui era avvenuto il sublime sacrificio di Cristo per gli uomini, e il Purgatorio, esistente grazie alla venuta di Cristo, che aveva reso possibile l’espiazione dal peccato.
Il viaggio di Dante era iniziato il 7 aprile, preceduto dal mese di marzo, in cui avveniva il solstizio di primavera (21) corrispondente al periodo in cui Dio aveva creato il mondo. Il viaggio quindi, avvenuto nel solstizio primaverile, aveva come riferimento la costellazione dell’ARIETE, ovvero la congiunzione del Sole con l’Ariete (da una parte della terra era giorno e dall’altra, notte). Dante affermò che si trovava il sole in Ariete e in opposizione vi era la costellazione della bilancia. Mentre nel Purgatorio prediligeva la luce a Gerusalemme era notte allegoricamente ciò indicava che il poeta usciva dal peccato, rappresentato dalla notte, ed accedeva all’espiazione, rappresentata dalla luce. Mentre il I Canto era caratterizzato dall’aurora, nel II canto dominava l’aurora, poiché erano le 6 del mattino. Quando la notte superava le ore del giorno lasciava la bilancia (metafora) poiché passava l’equinozio dell’autunno. Con il verso “Ha le guancie prima bianche, poi vermiglie e poi arancio” descrisse i 3 momenti del sorgere del sole.
 
 
 

CANTO 2 PURGATORIO ANALISI

L’ALBA quando sorgeva, 2 ore prima del levarsi del sole, era di colore bianco, ovvero caratterizzata da un chiarore quasi impercettibile. L’AURORA rappresentava il sorgere del sole che assumeva un colore rosso, che Dante definì vermiglio. L’ultima fase, definita da Dante della “TROPPA ETATE”, il sole assumeva un colore giallo-oro.
Dopo aver discusso dell’ora, che rappresentava il raccordo con il canto precedente, passò a discutere riguardo l’UOMO collegandosi sempre al I canto. Trasmise l’idea del suo essere pellegrino incosciente di ciò che lo aspettava, facendo trasparire l’idea di SOSPENSIONE tra una realtà terrena e una realtà ultraterrena che lo attendeva. Proseguì attraverso una SIMILITUDINE dove manifestò la sua indecisione di voler, da un lato, proseguire il viaggio e, dall’altro, era spaventato dall’idea di tale proseguimento. Il corpo voleva arrestarsi contrapponendosi alla volontà della mente, indicata con il cuore, che già avanzava.