Alla luna di Leopardi: analisi

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Analisi precisa e dettagliata del testo "Alla Luna" di Giacomo Leopardi (2 pagine formato doc)

ALLA LUNA DI LEOPARDI: ANALISI

Analisi del testo: Alla luna di Giacomo Leopardi.

Il poeta è in uno stato di dolce malinconia che rende la natura sua confidente. Egli contempla la luna che splende sopra una selva, rischiarandola, e ricorda l’anno passato: lo stesso giorno, con gli occhi colmi di lacrime, alla stessa ora aveva visto la medesima luna.
La sua vita continua ad essere infelice, ma il ricordo appare dolce, nonostante la sua tristezza e quindi la contemplazione del paesaggio permette al poeta di riflettere sul suo destino, sulla sua giovinezza, sulla speranza e sul dolore, sul susseguirsi del tempo.
In questo idillio, come in tutte le altre poesie, sono presenti varie parole “poeticissime” come la “selva” e il “colle” (che richiamano la “siepe” e il “colle” de “L’infinito”), “graziosa”, “dolore” e “angoscia”. Molti termini della poetica leopardiana si riferiscono a immagini vaghe ed è piacevole vedere degli oggetti non chiaramente distinguibili a causa di impedimenti naturali o artificiali perché così facendo si può immaginare l’infinito e questo risulta estremamente piacevole, anche perché l’immaginazione non ti pone in contatto con la “brutta” realtà del presente, che fa si che ogni illusione svanisca per lasciare maggiore spazio al vero.

Alla luna di Leopardi: testo della poesia e parafrasi


ALLA LUNA LEOPARDI ANALISI DEL TESTO

In questa poesia sono presenti molte situazioni e temi cari a Leopardi come il rimirare la luna che permette al poeta di ricordare i momenti passati e quindi anche quello del ricordo è un motivo ricorrente nella poetica di questo autore, poiché l’azione di contemplazione, di immaginazione e di ricordo è presente anche in “A Silvia” dove il poeta ricorda la figura della fanciulla, i cui sogni sono stati infranti dall’improvvisa morte.

Viene presentato il ricordo della gioventù (in contrasto con l’età adulta) e dei momenti del passato (contrapposti al tempo presente, come possiamo vedere al verso nove “era mia vita; ed è, né cangia stile”) rievocati dalla vista dell’astro con termini che si riferiscono al tempo oggettivo trascorso e al tempo soggettivo della memoria come “rammento”, “or volge l’anno”, “tempo giovanil”, “lungo…e breve…”, “memoria”, “passate cose”.
Notiamo quindi che lo spazio è intriso di tempo vissuto dall’individuo, infatti la poesia non sta nelle cose, ma nell’individuo: le cose offrono l’occasione, ma è l’interiorità che dà a esse significato.

Alla luna di Leopardi: parafrasi


ALLA LUNA LEOPARDI ANALISI STILISTICA

Uno dei temi fondamentali è l’infelicità costante nell’esistenza di Leopardi, ma per quanto si abbia un oggetto doloroso, il ricordo è pur sempre dolce: esso presuppone infatti un’attribuzione sentimentale, in cui ci si allontana dall’amarezza della realtà immediata.
L’anima umana aspira a un piacere assoluto, l’infinito, che si può trovare solo nell’immaginazione perché produce speranze e illusioni, ma il vero, la realtà, limita questo processo immaginativo e ci fa comprendere che noi possiamo percepire solo un piacere limitato e non del tutto appagante e quindi il dispiacere finale può culminare anche con la morte.
Nei primi cinque versi viene evocato lo scenario lunare preciso, sottolineato dagli aggettivi dimostrativi in “questo colle” e in “quella selva”;nei successivi versi fino al dieci è rappresentata un’immagine della luna sfocata e offuscata lievemente dal piano del poeta, ma questo provoca una sensazione piacevole nell’animo dell’individuo.