Il mestiere delle armi: analisi e recensione

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Recensione e analisi del film "Il mestiere delle armi" di Ermanno Olmi. Il film narra gli ultimi giorni di vita del condottiero Giovanni delle Bande nere, un soldato di ventura delle Guerre d'Italia (1 pagine formato doc)

IL MESTIERE DELLE ARMI ANALISI

Il mestiere delle armi.
Titolo: Il mestiere delle armi
Regista: Ermanno Olmi.
Il film inizia con il funerale del condottiero Giovanni delle Bande nere,scena che verrà ripresa anche alla fine del film.
Questo film racconta degli ultimi giorni di vita di questo capitano durante le guerre tra L’impero di Carlo V e i vari staterelli Italiani.
Durante il novembre del 1526 le truppe tedesche arrivano in Italia e si dirigono verso Roma, il papa, incarica Giovanni Delle Bande nere di fermarle.

Giovanni, inoltre deve fare i conti con i signori di alcuni stati italiani, tra cui il duca di Mantova e il Duca di Ferrara.
Essi, saranno colpevoli di tradimento e condurranno,anche se in maniera involontaria, alla morte del capitano; il duca di Mantova, consentirà ai tedeschi di attraversare le sue terre in modo da porre fine alla presenza di quest’ultimi sulle sue terre; il duca di Ferrara invece, cederà alcuni cannoni in seguito a un matrimonio combinato, che lo imparenterà con la casata imperiale.

Il mestiere delle armi: trama

IL MESTIERE DELLE ARMI RECENSIONE

Dopo uno scontro Giovanni viene ferito alla gamba da una palla di cannone, viene trasportato nella casata di un suo amico, dove riceverà alcune cure dal miglior medico; ma nonostante questo, Giovanni morirà a causa di un’infezione provocata dalla ferita.
Olmi per questo film utilizza un ritmo lento, adatto alla cronaca: gli ultimi giorni di vita, vengono scanditi giorno per giorno e sembrano avere lo stesso valore in azioni quotidiane, di guerra, fatti e pensieri. Nel film, colpisce il fatto, che non si assista a una scena di guerra vera e propria, da far esaltare il coraggio del protagonista.
In questo film, troviamo la presenza di una manzi due, dimensioni intime umane. La prima è quella delle persone comuni travolte dalla guerra(i soldati che bruciano il crocifisso o il prete folle che invita alla conversione); la seconda è costituita dai pensieri e dal lato più nascosto di Giovanni; Olmi alterna scene tratte dalla vita quotidiana del capitano con quelle che raccontano i suoi pensieri o fanno vedere le persone fondamentali della sua vita: la moglie Maria, il figlio Cosimo e la sua amante, moglie di un signore di Mantova. Questi suoi pensieri prendono il sopravvento quando a Giovanni viene amputata la gamba.
Questo film, mi è piaciuto abbastanza, eccetto per qualche vicenda che si svolgeva lentamente. Inoltre trovo che gli ambienti e i costumi rispecchiano l’epoca di cui si parla.

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