Il Mito di Fedra in Euripide, Racine e in D'Annunzio

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Mappa concettuale sulla rielaborazione del mito di Fedra da parte dei vari autori: Euripide, Racine e D'Annunzio (1 pagine formato doc)

MITO DI FEDRA: EURIPIDE

Mito di Fedra nei vari autori.

Euripide (480-405 a.C.). IPPOLITO (428 a.C.). La tragedia inizia con Afrodite che vuole vendicarsi di Ippolito. Ruolo centrale divinità che influiscono sull’agire dei personaggi. Confessione di Fedra alla nutrice del proprio amore verso Ippolito. Nutrice tradisce Fedra e rivela tutto ad Ippolito che fugge indignato. Fedra scrive su una tavoletta che Ippolito ha tentato di violentarla e poi si suicida. Teseo leggendo la tavoletta accusa Ippolito.
Teseo invoca Poseidone affinché punisca Ippolito per ciò che ha fatto alla madre, e morte di Ippolito. Teseo si compiace della morte di Ippolito, schiantatosi sugli scogli. Ma Artemide gli rivela tutta la verità che resta sconvolto e incredulo alle parole della dea e poi si dispera per l’errore commesso. Fedra non viene presentata come il personaggio colpevole per eccellenza, bensì anche come vittima del volere degli dei.

Fedra di Racine, di Seneca e di D'Annunzio: riassunto

MITO DI FEDRA: RACINE

Racine (1639-1699). PHEDRE (1677). La tragedia inizia con Ippolito che vuole partire alla ricerca del padre Teseo, anche per sfuggire all’amore proibito verso Aricia. Differente sensibilità a causa della diversa epoca: dei non influenzano personaggi. Confessione di Fedra alla nutrice del proprio amore verso Ippolito. Fedra rivela il suo amore ad Ippolito che fugge e fedra tenta il suicidio. La nutrice suggerisce di incolpare Ippolito dicendo che aveva tentato di stuprare Fedra. Fedra torna alla ragione e caccia la nutrice accusandola di essere la causa di tutti i mali. Teseo invoca Poseidone affinché punisca Ippolito per ciò che ha fatto alla madre, e morte di Ippolito. Teseo apprende le ultime parole del figlio che lo avrebbe perdonato solo qualora riconoscesse sua nipote Aricia (amata da Ippolito) come erede. Infine incontra Fedra moribonda che confessa tutta la verità e cade a terra morta subito dopo. Teseo, addolorato piange e promette di esaudire il volere del figlio. La vera colpevole in Racine è Enone la nutrice di Fedra. E’ lei infatti che pianifica gli inganni ai danni di Ippolito e Teseo convincendo Fedra, che poi però la caccerà via.

MITO DI FREDRA: D'ANNUNZIO

D'Annunzio (1863-1938). FEDRA (1909). La tragedia inizia con Ippolito che riceve da Atrasto tre doni tra cui una bellissima schiava tebana. Più importanza di Racine verso gli dei, ma meno rispetto ad Euripide. Fedra rivela direttamente ad Ippolito il suo amore che fugge via dalla città. Teseo accusa Fedra di aver fatto fuggire Ippolito, ma questa mente e giura di essere stata aggredita e violentata da Ippolito. Teseo crede al giuramento fatto dalla sua sposa. Teseo invoca Poseidone affinché punisca Ippolito per ciò che ha fatto alla madre, e morte di Ippolito. Etra, madre di Ippolito si dispera, e Teseo confessa di aver ordinato lui la morte del figlio. Fedra arriva moribonda e rivela ai due la verità con un atteggiamento esaltato e vincitore e subito dopo muore, lasciando nel pianto e nella disperazione Teseo e Etra. Fedra viene reso un personaggio diabolico e spietato, aggressivo e accecato dalla rabbia del rifiuto e insensibile al dolore di Teseo.